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Carpaccio di zucchine
- by Samantha
Certe ricette sono così semplici che non ti aspetti tanta meraviglia. Niente di più sbagliato…questa ricetta del carpaccio di zucchine è di una facilità imbarazzante ma è così buona che non posso evitare di condividerla con voi!
Avete mai provato le zucchine crude? Sono deliziose sopratutto tagliate sottili sottili come ho fatto io. Vi serve di sicuro una mandolina, quella che uso io è una mandolina base, che prima o poi mi porterà via un dito ma potete anche sceglierne una più elaborata. Detto questo vi consiglio vivamente di provare questo carpaccio di zucchine da preparare con zucchine di alta qualità mi raccomando! Ricetta vegan e sfiziosa in arrivo!
Lista della spesa (per 2 persone): 2 zucchine medie, il succo di 1/3 di limone, 1 manciata di mandorle e pistacchi, sale e pepe, olio extravergine di oliva.
Tagliare le zucchine a strisce sottilissime e disponetele in un piatto. Tritare mandorle e pistacchi e aggiungerli alle zucchine. Condire con sale e pepe, succo di limone e olio evo a piacere. Disporre in frigo per almeno 1 ora prima di servire.
Crema di sedano rapa con barba di frate
- by Samantha
Ci sono alcune cose che adoro e una di quelle cose è assolutamente il sedano rapa. Lo amo tantissimo e in questo piatto il sapore del sedano rapa è davvero intenso e la barba di frate sembra sostituire degli spaghetti, insomma, dall’ispirazione di Simone Salvini è nata anche la mia crema di sedano rapa, accostata alla barba di frate e alle erbe aromatiche per un piatto leggero e con pochissimi grassi.
Lista della spesa (per 4 persone): 1 sedano rapa (700g circa pulito), 400g di barba di frate, 2 foglie di alloro, 3 foglie di menta, 3 rametti di maggiorana, qualche filo di erba cipollina, olio evo, sale.
Pulire il sedano rapa e tagliarlo a dadini. Mettere in una pentola dal fondo spesso con un filo d’olio evo e l’alloro. Mettere il coperchio e tenere fiamma bassa. Non aggiungiamo acqua ma mescoliamo abbastanza spesso affinchè non si attacchi. Sbollentare la barba di frate in abbondante acqua salata per 3 minuti. Scolare con una schiumarola e mettere immediatamente in un recipiente pieno di acqua ghiacciata (per bloccare immediatamente la cottura e mantenere il colore acceso). Prepariamo un trito di erbe aromatiche: in questo caso ho tagliato molto finemente e in punta di coltello menta, maggiorana ed erba cipollina. Lasciamo da parte il trito coprendolo con olio extravergine di oliva. Quando il sedano rapa sarà molto morbido lo frulliamo bene e aggiungiamo un pizzico di sale. Regoliamo la consistenza aggiungendo qualche cucchiaio di olio evo e acqua a piacere. Disponiamo nel piatto di portata la crema di sedano rapa, mettiamo sopra un “nido” di barba di frate e aggiungiamo le erbe aromatiche in olio.
Insalata di cavolo cappuccio rosso, feta e pinoli
- by laboratorioveg
Questa ricetta l’ho incontrata qualche tempo fa in rete e ho pensato che fosse davvero interessante. Questo accostamento del formaggio greco più famoso al mondo e del cavolo cappuccio rosso, una delle meraviglie dell’inverno, mi ha entusiasmato e visto che in casa nostra i formaggi entrano molto raramente non ho mai avuto l’occasione di provarla. Ci sono riuscita ieri, complice l’acquisto (del mio veg-ometto) di una feta bio prodotta con caglio vegetale. Ricordo che nella versione che avevo visto c’erano solo i pinoli. I semi di lino li ho aggiunti di mia iniziativa.
Lista della spesa (per 4 persone se antipasto): 1 piccolo cavolo cappuccio rosso, 1 scalogno piccolo,2 manciate di pinoli e 1 pugnetto di semi di lino, 160gr di feta bio con caglio vegetale, olio evo, sale.
Affettare lo scalogno il più sottile possibile e farlo soffriggere in padella dopo aver scaldato 2-3 cucchiai di olio evo. Aggiungere il cavolo cappuccio rosso dopo averlo lavato bene e tagliato a listarelle. Lasciar cuocere a fiamma media per qualche minuto mescolando e nel frattempo sbriciolare la feta con le mani. Continuare a cuocere tenendo la fiamma medio alta e mescolando per far sì che il cavolo rimanga croccante. Salare a piacere. Dopo circa 7-8 minuti dovrebbe essere pronto, controllate se preferite una cottura più lunga e lasciate raffreddare nell’insalatiera che porterete in tavola. Tostare per qualche minuto i pinoli e i semi di lino in una padella con il fondo spesso. Quando il cavolo sarà a temperatura ambiente aggiungere la feta sbriciolata, ricoprire con pinoli e semi di lino e aggiungere un filo di olio extravergine d’oliva.
Cous cous di cavolfiore 1.0
- by laboratorioveg
Questo 1.0 di fianco al titolo vi aiuta a capire che: 1) Mi sono follemente innamorata del cavolfiore crudo 2) Arriveranno altre versioni di questa ricetta in un futuro non troppo lontano.
La mia domanda è la seguente: ma come mai non avevo mai pensato di prepararmi questa pietanza?! Me ne dispiaccio perchè la adoro!
Insomma, sapete bene quanto sia importante mangiare ortaggi crudi, no?
Vi propongo una valida alternativa alle solite carote o cetrioli crudi. W il cavolfiore!
Lista della spesa (per 6-8 antipasti): 1/2 cavolfiore, 2 cucchiai di pesto di basilico vegan, 1 pomodoro maturo, 1 carota,1 manciata di pinoli, 1 cipollotto, olio evo, 1/2 limone.
Frullare il cavolfiore crudo, toglierlo dal mixer e in un recipiente sgranarlo con una forchetta. Aggiungere due cucchiai di pesto di basilico vegan (basilico,pinoli,aglio,olio evo) e la carota e il pomodoro tagliati a pezzetti piccoli piccoli. Aggiungete i pinoli tagliati grossolanamente e il cipollotto tagliato a rondelle sottili. Condite con olio extra vergine di oliva e il succo di mezzo limone.
Questo piatto può essere servito come antipasto in un bel bicchierino di vetro, magari durante un aperitivo tra amici o essere consumato come piatto unico. Provare per credere!
Insalata di patate e pomodorini
- by laboratorioveg
Non sempre abbiamo tempo (o voglia) di cucinare ma non per questo dobbiamo rinunciare al gusto, no?
Quello che ho imparato da quando sono vegetariana è proprio questo: anche con pochi ingredienti, di qualità, possiamo ottenere un piatto originale e gustoso. Questa semplicissima insalata di patate ne è un esempio. Il tutto nasce da una sovrabbondanza di dolcissimi pomodorini e da 2 patate bollite avanzate.
Lista della spesa (per 2 persone): 2 patate bollite, 20-25 pomodorini, una manciata di olive nere, olio evo, maionese di soya (fac.), sale.
Tagliare in piccoli pezzi le patate bollite e i pomodorini. Mescolare aggiungendo una manciata di olive nere. Condire con un cucchiaio di maionese di soia, olio extravergine di oliva e sale.
Facile, no?
Orecchiette con lu pummitoru schiattarisciatu
- by laboratorioveg
E’ da più di un mese che voglio proporvi questa semplicissima ricetta vegana che arriva dalla terra salentina. A fine luglio, mi sono recata ad Aradeo per partecipare alla Sagra te lu pummitoru schiattarisciatu, un piatto tradizionale preparato con quei pomodori piccoli, maturi o nati male che venivano soffritti in una larga padella con dell’olio d’oliva (e la cipolla talvolta). Spesso questi pomodorini venivano mangiati come piatto unico accompagnati da pane pugliese o friselle oppure venivano utilizzati per condire la pasta tipica pugliese (cavatelli o orecchiette). Insomma, mi sono stati regalati un sacco di pomodorini dolcissimi ed ecco a voi….le orecchiette con lu pummitoru schiattarisciatu!
Lista della spesa (4 persone): 350 gr di orecchiette pugliesi integrali, 25-30 pomodorini tondi maturi, olio evo, sale.
Portare a bollore l’acqua salata che servirà a cuocere le orecchiette secondo i tempi di cottura sulla confezione. In una larga padella di metallo mettere 4 cucchiai di olio evo e far soffriggere i pomodorini interi dopo averli lavati e asciugati. Non appena i pomodi inizieranno ad assumere un aspetto “schiacciato” aggiungere il sale a piacere, saltare ancora per qualche minuto e spegnere la fiamma. Unire le orecchiette mescolando bene accendendo nuovamente la fiamma e servire ben caldo.
Perchè utilizzare i prodotti di stagione
- by laboratorioveg
Ci sono numerosi motivi per fare questa scelta di vita. E’ una vera e propria scelta di vita perchè per molti di noi significa “studiare”. Eh già, con questa mania di mangiare le fragole a dicembre la mia generazione è cresciuta (non tutti per fortuna!) senza un contatto con la terra e con i cicli stagionali. Io fino a qualche anno fa non mi ponevo nemmeno il problema ma poi ho approfondito l’argomento e ho deciso di consumare solo frutta e verdura di stagione. Per quale motivo?
1. Per produrre frutta e verdura fuori stagione le tecniche utilizzate sono due: utilizzare serre riscaldate oppure coltivare nei paesi che hanno un clima adatto ad una determinata coltivazione anche in periodi qui sfavorevoli. Ovviamente, in qualsiasi modo arrivino sulla tavola questi prodotti, possiamo facilmente immaginare quanto ciò sia devastante per l’ambiente. Le serre riscaldate consumano molta energia e vengono utilizzati molti pesticidi e fertilizzanti che non sono propriamente un toccasana nè per la terra, che viene inquinata e diventa meno fertile, nè per noi che ce li mangiamo.
E se la frutta e la verdura la importiamo da paesi con il clima favorevole? Guardando i dati Coldiretti sappiamo che un chilo di ciliege del Cile percorre ben 12.000 chilometri, consuma quasi 7kg di petrolio e produce 21kg di Co2. Ne vale realmente la pena?
2. Se non vi ho convinto con il primo punto e rispondete “Sì, ne vale la pena” alla mia domanda allora vi dico un’altra cosa. Avete mai fatto caso alla differenza che esiste tra le zucchine di novembre e quelle estive? Se non lo avete mai notato vi conviene iniziare ad informarvi sulla provenienza dei prodotti che acquistate perchè la differenza è lampante. Quasi sempre i prodotti “artificiali” non hanno il gusto che dovrebbero avere e i livelli nutrizionali sono mediocri.
3. Il prezzo dei prodotti fuori stagione è ovviamente più alto. Oltre ai costi sociali, come l’inquinamento, che hanno un impatto sulle nostre vite a lungo termine diciamo che anche il portafoglio non ringrazia. Ma il costo sociale più alto che paghiamo è quello della nostra salute. Infatti, per fare crescere rapidamente la verdura fuori stagione la sottoponiamo a bombardamenti chimici che nuociono alla pianta e a noi stessi. In prima fila ci sono i fertilizzanti a base di nitrati e i fitormoni che accellerano in modo innaturale la crescita delle piante.
Concludendo, aggiungo che i prodotti di stagione fanno bene all’economia locale ma anche a quella di altri paesi dove lo sfruttamento è all’ordine del giorno. Non possiamo pensare di combattere la discriminazione nei confronti degli animali senza curarci di quello che accade agli esseri umani nelle coltivazioni di certi paesi. Conoscere produttori locali, magari tramite un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) è una cosa utile per l’ambiente e per l’economia ma sopratutto per il gusto: le ricette di stagione sono la base di un’alimentazione sana e gustosa…non dimentichiamolo mai!
Sul nostro blog trovate sempre molte ricette di stagione…non cuciniamo mai le melanzane a dicembre!
Basmati al pesto in involtino di melanzana
- by laboratorioveg
Lista della spesa (per 4 melanzane ripiene): 1 mazzetto grande di basilico, mezzo spicchio d’aglio, una manciata di pinoli, olio evo, 1 melanzana lunga, 1 bicchiere di riso basmati, sale, acqua.
Preparare il pesto frullando il basilico, l’aglio, i pinoli, il sale e l’olio evo. Se siete vegetariani potete aggiungere anche del parmigiano. Grigliare le fettine di melanzana. Durante la cottura passare sopra un filo d’olio con un pennellino se vi piacciono più morbide. In una pentola mettere 1 bicchiere di riso basmati e coprirlo con 2 bicchieri d’acqua. Salare a piacere, mescolare e lasciar cuocere a fiamma bassae con coperchio fino a quando l’acqua non sarà stata assorbita. Condire il riso con il pesto di basilico e formare degli involtini. Passare un filo d’olio crudo sugli involtini e servire.








