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Liberatorioveg – Piccola VegAntropologia Autoironica

 - by ScioccAnanda

Vegariano: neologismo coniato inconsapevolmente dalla mia mamma, che però sembra la sintesi di vegetariano-vegano , oppure vegano alto, biondo e moderatamente Nazi.

Veganoso: vegano permaloso-astioso-fastidioso tendente alla reiterata polemica, da non confondere con Veganorso (vegano dal carattere un po’ chiuso e spesso molto peloso).

Veganista: vegano settario e autoghettizzante, convinto antispecista ad esclusione della specie umana. Nelle notti di plenilunio si riunisce con altri veganisti per sacrificare carnivori petulanti al Dio Vegan.

Veganabile: vegetariano da “convertire” secondo i veganisti, ma molto abile nell’eluderli.

Veganello: vegano fluido, leggero e garbato nei modi e nell’eloquio, disponibile anche in comode confezioni di cartone.

Vegastronomico: vegano misto, intriso di energia cosmico culinaria, influssi astrali e fame atavica. Attivista zodiacale, tende al finemondismo se arriva ad una festa a buffet già iniziato.

Vegabondo: vegano nomade, tendente allo scrocco globale.

Vegortoressico: vegano con attenzioni maniacali nei confronti del cibo. Mangerebbe solo frutta e verdura BIO coltivata da se stesso. In ogni alimento sente sapore di carne o di pesce, gli dai una pizza e dopo il primo morso ti dice: “c’è lo strutto”, tocca e assaggia tutto in modo interrogativo. In pratica è la versione vegana del bambino del “Sesto Senso”…. VEDE OVUNQUE ANIMALI MORTI.

Veganuro: vegano ultra intransigente, duro e puro, legge anche il futuro e poi lo scrive sul muro o se lo tatua in un posto sicuro.

Veganaccio: vegano preferibilmente localizzato geograficamente nell’Alta Maremma.

Veganicchio: vegano incerto a tratti aggressivo a tratti remissivo, generato dall’incrocio tra Veganuro e Veganoquaquaraquà (vegano che si vergogna di esserlo fino a diventare Vegesiliato…)

Testimone di Geovegan: …non apritegli mai la porta ne rispondetegli al citofono, ha sempre nel portafoglio  foto di animali squarciati o vivisezionati che non vede l’ora di mostrarvi !!!

Veganonzo: se lo pesti porta fortuna…. (dicono).

VeganEGO: vegano egoico tendente al negazionismo (con gli onnivori non si discute perchè non esistono).

Vegìlike(leggi vegailaik) o Vegustotodo: vegano fortemente indicizzato e mipiacione (in pratica l’unica parte del suo corpo veramente vegan è l’indice della mano destra).

Vegetanti: più cervelli vegani consorziati in un enorme corpo unico, hanno difficoltà a prendere posizioni univoche e a trovare toilette idonee alle loro dimensioni.

Vegonzo&Veganza (o Veganzo&Vegonza): Fanno coppia nella vita e nell’arte , caratterizzata da tutti i pregi e i difetti del classico duo comico o musicale da avanspettacolo (tipo Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto, Sonny e Cher, Gigi e D’Alessio…)

Vegesoli: … sono gli ex vegonzi o veganzi in seguito a dissidio artistico o famigliare. Da non confondere con i Vegesòle:  vegani sempre molto abbronzati, abilissimi nell’arte del riciclo (di sè stessi)  vista la quantità di “bidoni” che posseggono ma che soprattutto tirano agli altri….

infine eccomi: Veganacchio: vegano a cacchio…. portatore insano di dubbi, il suo motto: Tutto è Vegan e Vegan è Tutto, ma anche No! (forse.., mah!,.. vabbè).

…e voi che tipo di Vegani siete o conoscete?

Barba di frate con tartare di carote viola all’arancia

 - by Samantha

A Genova, al mercato orientale di via XX settembre esiste un banco davvero speciale. I prezzi non sono proprio alla portata di tutti ma se cercate qualcosa di assurdo, di raro di introvabile e sopratutto di buona qualità beh…lo trovate lì. Lì ho comprato le patate viola, la lemon grass e tutte le erbe aromatiche esistenti, i fiori di sambuco e il tamarindo fresco…insomma…ogni volta che vado rimango incantata a guardare tutti i frutti tropicali, le primizie del nostro territorio e le molte spezie che propone. Ieri mattina ci faccio un salto per comprare varie erbe aromatiche e mi trovo davanti agli occhi una carota viola. Eh che cavolo! Dopo la patata viola adesso tocca alla carota!? Qualche tempo fa venni a conoscenza di questa versione delle carote e dell’alto contenuto di flavonoidi e non solo. Sembrano una botta di salute e così…le prendo! Ecco quello che ho combinato in pochi minuti…un pranzetto primaverile davvero invitante! :-)

Lista della spesa (per 2 persone:) 200g di barba di frate, 1 carota viola grande,1 arancia, il succo di 1/2 limone, semi di lino (fac.), sale, pepe, olio evo.

Far scottare la barba di frate in abbondante acqua salata per 3 minuti. Scolare con una schiumarola e mettere immediatamente in un recipiente pieno di acqua ghiacciata (per bloccare immediatamente la cottura e mantenere il colore acceso). Tagliare a dadini la carota viola dopo averla lavata e pelata. Mettere in un piatto la barba di frate, sistemare sopra le carote viola e condire con il  succo di 1/2 limone e di 1/2 arancia. Pelare a vivo l’altra metà dell’arancia e aggiungere i dadini. Ultimare il condimento con sale, pepe e olio extravergine di oliva. Se volete potete aggiungere i semi di lino.

11°puntata – In cucina con Samantha – Parmigiana di tofu, patate e fagiolini

 - by Samantha

Lista della spesa (per 2 persone): 20g basilico fresco, 1 manciata di pinoli, 3 patate gialle, 125g di tofu, 200g di fagiolini, sale, olio extra vergine di oliva.

Cuocere a vapore le patate già lavate, sbucciate e tagliate a fette di circa 1,5 cm. Cuocere a vapore anche i fagiolini dopo averli spuntati.

Frullare insieme il tofu al naturale, 20g di basilico fresco, 1 manciata di pinoli e l’olio extravergine d’oliva. Aggiustare di sale e lasciare da parte. Cospargere una pirofila con olio e disporre patate e fagiolini tagliati a pezzetti e formare il primo strato. Ricoprire con uno strato di tofu al basilico e proseguire con un’altro strato patate e fagiolini e concludere con uno strato di tofu. Infornare a 180° per circa 15 minuti o comunque fino a quando i bordi non saranno croccanti e dorati.

Liberatorioveg – Eat different!

 - by ScioccAnanda

Prima di iniziare la lettura del seguente articolo, se possibile….cliccate su play:

Eat different!….
ovvero, Doman-dementi sulla relazione tra libere scelte sessuali e alimentari. Confesso che ho ricordi da adolescente teologicamente confuso, sulla storia del Paradiso. Con tutto il dispetto, la letteratura fantasy non mi ha mai entusiasmato più di tanto.
Tutto questo inferno per una mela ?
e se era una pera, una banana o un fico che succedeva?
Adamo era preoccupato delle dimensioni del serpente?
La frase a lui attribuita : “Quanto mi sei costata, è una costata-azione?”
I nostri presunti progenitori ad Edenland giocavano a nasconDio ? Se si, “’…’Ttana Eva! ”…espressione ancora in voga , lo certifica o lo si deve a sviluppi successivi e più terreni?
Da lì in poi coprirsi le pudenda, era una scusa per poi mangiare la foglia?
Possiamo finalmente nel ventunesimo secolo superare il desueto concetto di Peccato Originale e indirizzarci entusiasti verso un Peccato Geniale?
Azzardo un esercizio ginnico-verbale: un parallelismo Sulla Libertà sessuale: tutti d’accordo, è una scelta. Essere fedeli è socialmente più accettato ma se siete dei “birichini” troverete una certa tolleranza (anche relative case di..).
In pratica ognuno è libero di farsi chi gli pare, basta che le corna siano degli altri?
O che non si sappia troppo in giro? E’ più semplice farsene una ragione.. ?
La ragione di facili costumi si “concede” più facilmente? (… agli sciocchi, per esempio?)
Forse è più facile perdonare qualcosa da cui comunque siamo tutti più o meno  fortemente attratti o tentati e che ci potrebbe capitare? (Chi di voi ha pensato:  “magari!” ???)
La Libertà alimentare: è anch’essa una scelta ?
Perchè se ci si dichiara vegetariani/vegani vieni considerato dai più un estremista? (ho notato che generalmente non c’è scampo agli estremi o vi ci mettete da soli o vi ci mettono gli altri…!)
Perchè le abitudini alimentari non sono altrettanto tollerabili? (mancano ristoranti di tolleranza?)
Il Cibo ha a che fare con la Mamma, la Casa, il Focolare..il Nutrimento interiore???
Se possiamo immaginarci egualmente onnivori o frugivori sessualmente perchè non possiamo immaginarci allo stesso modo a tavola ???
E’ una proposta o-scema?
Siamo  ciò che mangiamo ?
O siamo anche ciò che scegliamo di mangiare?
Siamo chi copuliamo…?
O siamo anche chi scegliamo di copulare?
O è solo una questione di farsi (usarsi) a vicenda…?
C’è una fame sessuale alla quale si perdona qualunque appetito e una fame alimentare alla quale non si può concedere un appetito etico-consapevole? Prima viene lo stomaco e poi la morale…?
Le cose belle della vita devono per forza essere immorali, illegali, alzare i livelli di colesterolo o contribuire all’effetto serra?
Meglio le patate o meglio l’epatite…?
La torta salata deve per forza essere anche costosa?
Siamo come la maionese che non impazziamo solo se ci sbattono perbene…?
Mangiarsi una margherita, è una pizza idea?
ll cibo Afrodisiaco non da anche a voi l’ansia da digestione, prima che l’ansia da prestazione?
La torta nuziale è in assoluto il cibo che più di altri fa diminuire i rapporti sessuali in una coppia?
Avete riso abbastanza, adesso pasta !
E allora coraggio, Eat different! …
Se avete i piedi piatti provate ad apparecchiare le vostre tavole correndoci sopra ….Tanto la vita è come un buon pasto (o una buona copula),  al momento del dolce spesso ti portano il conto….
Cogliete la prima mela come se fosse l’ultima!!!

Torta salata con zucca e broccolo

 - by laboratorioveg

Qualche settimana fa il GAS Vegan di Genova di cui faccio parte ha organizzato una cena di beneficenza e una delle cucine (quella di Sandro, Chantal e Simone per essere precisi) ha presentato una buonissima torta di verdure. Ho pensato di prendere spunto da quella e di fare le mie modifiche. Avevo in frigo un broccolo con tantissime foglie e così ho pensato bene di non buttarle! Qui sotto potete vedere una foto per farvi una vaga idea di come siano:

Nel caso non abbiate delle foglie da riciclare vi consiglio di usare le bietole (e di strizzarle benissimo!) e di farmi sapere come vi è andata! ;-)

Lista della spesa: (per il ripieno:) 550g di zucca, 150g di foglie di broccolo prive della nervatura centrale (o bietole), 350g di broccolo, 10gr di zenzero fresco, 1 (200g) cipolla ramata di montoro, 30gr di noci di macadamia, 1 cucchiaio abbondante di sesamo, 2 cucchiai di farina di mandorle, 1 cucchiaio di fecola di patate o amido di mais, 2 cucchiai di farina di riso, 2 cucchiai di pangrattato, sale, pepe, noce moscata, (per la pasta:) 200g di farina 00, 100g di farina integrale, 120ml di olio evo, 120ml di acqua, 2 generosi pizzichi di sale.


Cuocere a vapore, per 13 minuti, la zucca tagliata a cubetti, le foglie di broccolo e il broccolo. Lasciar raffreddare, frullare e mettere da parte. In una ampia padella soffriggere la cipolla finemente tritata e lo zenzero grattugiato per 4-5 minuti. Aggiungere le verdure frullate e lasciar insaporire per qualche minuto. Aggiungere sale a piacere e aspettare che l’acqua si asciughi bene. Togliere dalla fiamma, mettere in un recipiente, aggiungere pepe e noce moscata a piacere e lasciar raffreddare. Aggiungere al ripieno le noci, il sesamo, la farina di mandorle, la fecola, la farina di riso e il pangrattato.
Prepariamo la pasta versando in una ciotola capiente 120ml di olio, 120ml di  acqua e due generosi pizzichi di sale. Aggiungere poco a poco la farina precedentemente mescolata finché l’impasto non risulta lavorabile ma morbido. Dividere l’impasto in due parti, una poco più grande dell’altra, e stenderle entrambe col mattarello, spolverando eventualmente un po’ di farina su entrambi i lati dell’impasto per aiutarsi. Stendere la sfoglia più larga su una teglia, in modo che la pasta arrivi facilmente al bordo. La presenza dell’olio nell’impasto fa sì che non sia necessario ungere la teglia o usare carta forno.
Adagiare il ripieno sulla sfoglia stesa nella teglia e distribuirlo in modo uniforme, disporre la seconda sfoglia sul ripieno e “chiudere” la torta saldando bene i bordi con le mani. Pratichiamo dei fori con la forchetta e inforniamo a 180° per 45 minuti. Lasciare raffreddare per almeno 20 minuti prima di servire.

Natalidea 2011 & Laboratorioveg

 - by laboratorioveg

Ci sono. E’ arrivato il momento del post esperienza, il momento in cui non vi regalo una ricetta ma le mie emozioni o almeno ci provo. Partiamo dal principio, partiamo dal fatto che da poco tempo ho iniziato a lavorare ad un progetto che potesse diventare il mio lavoro e non solo un hobby. Per me la cucina non è un hobby e non lo è nemmeno il vegetarianesimo. Parlo di una scelta di vita, un qualcosa che ti cambia nel profondo e che ti apre nuove strade. Mi emoziono nel trovare ortaggi nuovi e per me sconosciuti e nel sperimentare diversi tipi di cotture, di sapori, di unioni…insomma…per me la cucina è vita e amore. Mi sono persa… :) Torniamo nei binari:  sono stata contattata da Laura, una donna piena di vita che mi è subito piaciuta, per partecipare a Natalidea, alla Fiera di Genova.

Entusiasta della cosa mi sono messa al lavoro per essere presente con i miei piatti, sono stata a Radio Babboleo e il nome del mio blog è apparso sul Corriere Mercantile.

Ho anche presentato i nuovi servizi di Laboratorioveg e il suo corso di cucina di introduzione alla cucina vegetariana ma questo è niente. Infatti, c’è stata una cosa che mi ha riempito il cuore di gioia, di quella vera, quella che rimane per sempre.

Ho visto un gruppo di amici che mi si sono stretti intorno come una grande famiglia e mi hanno letteralmente trascinata e sostenuta nei momenti di difficoltà. Queste persone sono state per me il più grande successo, davvero, mi commuovo solo a pensarci. Li voglio ringraziare pubblicamente quindi vi chiedo scusa ma, ho bisogno di dirvi quanto siano preziosi per me.

Cristina, con il suo entusiasmo e la sua capacità di rimettere ordine nel mio cervello, mi ha aiutato in modo impeccabile a coordinare i lavori e ha gestito lo stand mentre io facevo la dimostrazione di cucina. Ha creato per me dei gadget adorabili e si è dimostrata una vera amica. Grazie.

Lo stesso posso dire di Claudia, che mi ha aiutato a destreggiarmi nel misterioso mondo dell’informatica, del web e di quel che non conosco. Adoro il web ma preferisco i fornelli. Senza di lei non avrei avuto molte cose online e sopratutto non avrei avuto quel sorriso genuino ogni mattina. Grazie.

Veniamo a Chiara, la mitica grafica che è entrata nella mia vita recentemente e che ha ridato splendore al mio LaboratorioVeg che si è magicamente vestito di bolle colorate. Le brochure, i volantini, i nuovi biglietti da visita e le cornici che abbiamo esposto sono una sua creazione. Ci vuole pazienza per stare dietro ai miei istinti ossessivi. Lei ne ha da vendere, proprio come il talento. Grazie.

Adesso che vi ho parlato del super staff, quelle che “senza di loro nulla si sarebbe fatto” vi parlo anche di tutti coloro che sono stati fondamentali per evitare che mi venisse una crisi di nervi e non solo per quello.

Il mio fidanzato, Alessio, in un qualche modo ha assorbito il mio nervosismo per circa 10 giorni, un applauso grande, non so come tu ce la faccia perché io non ci riesco. Grazie.

I miei amici del Genovegas – Gruppo di Acquisto Solidale sono venuti a sostenermi e ogni volta che il mio cervello si bloccava per l’emozione guardavo il sorriso di Carola, di Chantal di Silvia e di tutti gli altri e mi sentivo a casa.Grazie.

Mariangela, come una sorella maggiore è salita sul palco e mi ha aiutato a organizzare tutto nel momento di massima tensione e confusione e David, beh, lui non ha bisogno di parole per quanto mi è d’aiuto con il suo modo di scherzare e di alleggerire le situazioni. Grazie.

Sandro merita un ringraziamento personalissimo sia per aver preparato l’insegna sia per avermi regalato Carotino (peluche a forma di carota!) e per verlo messo sull’altalena (è una storia difficile da riassumere, scusatemi!) ma anche per avermi tenuto compagnia allo stand…e anche perché è il mio grande amico appassionato di cucina, quello che meglio sopporta i miei estenuanti sproloqui sul tema. Grazie.

Simona, l’amica che anche se non c’è, alla fine, in qualche modo c’è sempre e Francesco, un cuoco eccellente che mi ha davvero stupita con la sua presenza. Siete meravigliosi e sono felice di avervi al mio fianco. Grazie.

Adesso vi lascio qualche foto, per ricordare questa giornata passata insieme e aggiungo un GRAZIE a chi è venuto a vedere cosa combinavo e ovviamente alla Fiera di Genova che ha deciso di ospitare il mio laboratorio di cucina.

Iniziamo!

Coinvolgiamo i poveri malcapitati!

Facciamo strani gesti con il pollice destro

Guardiamo qualche prodotto della cucina naturale

…e chiudiamo con uno scatto rubato…ecco gli antipasti che abbiamo preparato insieme!

Dal cinque al sei caffetteria bio a Modena

 - by laboratorioveg

Un weekend a Modena e qualche piccolo dubbio sul riuscire a trovare cibi vegan nei ristoranti e bar della città emiliana. La cucina tradizionale del luogo infatti prevede un uso dello strutto abituale e abbondante. Il tipico “gnocco” viene fritto nello strutto e la “tigella” lo contiene nel suo impasto e viene farcita con salumi e formaggio. Insomma, ero scettica. Passeggiamo per le vie del centro di Modena per qualche minuto fino a quando non ci imbattiamo in una caffetteria che mi sembra un miraggio. Si tratta di una piccola caffetteria biologica che offre il Wi-fi e fa parte del circuito del book crossing. Entriamo e quando leggo il menù provo per un attimo una gioia quasi incontenibile. Ci sono diverse zuppe (farro, ribollita, miso, orzo e legumi) e tra i primi piatti gli gnocchi di patate al pomodoro, insalata fredda di cereali con ingredienti a scelta, cous cous di verdure, farro e verdure piccanti, samosas e paella vegetale. I secondi piatti comprendono cotolette vegetali, falafel, burger di seitan con spinaci e caprino fresco con verdure. Insomma.. praticamente mi si apre la possibilità di ordinare un pranzetto vegan niente male! Siamo in 4 e assaggiamo gli gnocchi al pomodoro, i samosas e i falafel che sono accompagnati da una piccola insalatina di carote, rucola e finocchi. Tutto è delizioso. In questo posto il 90% del menù che abbiamo trovato era vegan, il 5% vegetariano e il restante 5% contenente strutto (l’erbazzone e lo gnocco sono biologici ma lo contengono). L’atmosfera è quella giusta, un angolo di pace, un piccolo café dove riscaldarsi grazie a calde tisane e tea equosolidali e biologici. I vegetariani possono gustare anche brioche, torte e muffin biologici mentre per i vegan si può concludere il pasto o fare uno spuntino con della frutta fresca al naturale o condita con zenzero o con le pere cotte con il cioccolato. Non posso fare altro che consigliare questa caffetteria anche per il prezzo. Un pranzo biologico composto da 2 porzioni di gnocchi al pomodoro, 2 di samosas, 1 di falafel e acqua naturale e gasata ci costa 22,50 euro.  Non male davvero.

Caffetteria Dal cinque al sei – P.zza XX settembre 5/6 – Modena 059219293 caffetteriadal5al6@gmail.com

Risotto integrale ai porri

 - by laboratorioveg

Adoro i porri, mi piacciono veramente tanto. Sul blog mancava questa ricetta, uno dei miei risotti preferiti che senza la mantecatura con burro e parmigiano è ancora più buona, a mio parere. Il sapore dei porri non viene coperto da nulla anzi, viene esaltato da un pizzico di pepe nero. Da provare.

Lista della spesa (per 2 persone): 2 porri, 150gr di riso integrale, brodo vegetale q.b., olio extra vergine di oliva, pepe nero q.b.

Preparate il brodo vegetale facendo bollire alcune verdure in acqua salata (sedano, carote, cipolla ma anche patata e verza volendo). Tagliare finemente i porri e far soffriggere in poco olio evo, aggiungere il riso integrale e far insaporire. Coprire con il brodo vegetale poco per volta ed evitare di mescolare di continuo per non rompere i chicchi. Quando il risotto è pronto e ha assorbito il brodo aggiungere una spolverata di pepe nero, mescolare e lasciare raffreddare con il coperchio chiuso per circa 1 minuto. servire guarnendo con qualche anello di porro fresco tenuto da parte.

La Lepre – Wine & Cocktail Bar a Genova

 - by laboratorioveg

Sabato sera ho festeggiato il mio 27esimo compleanno in questo storico locale genovese che ho sempre apprezzato particolarmente per la sua personalità definita e originale. A Genova non esiste unaltro posto così e non esiste semplicemente perchè La Lepre è un locale unico, sia per la sua posizione, immerso in un dedalo di vicoli nel cuore della città, sia per il suo stile inconfondibile. Da quando sono diventata vegetariana, con forti preferenze verso una cucina vegana (sopratutto quando non conosco la provenienza delle materie prime), ho cambiato qualche abitudine, compresa quella del classico aperitivo ricco di stuzzichini. Per il mio compleanno però non avevo voglia di cucinare ma, a causa del mio stato d’animo in seguito all’alluvione di Genova, non mi ero organizzata in tempo per trovare un posto che ci preparasse qualcosa di vegan. Per farla breve, telefoniamo alla Lepre  di giovedì per chiedere informazioni per un aperitivo vegano. “Nessun problema” è la risposta. Siamo stupiti. La Lepre oltre ad una vasta scelta di vini e di birre offre anche molti salumi e formaggi ed eravamo stupiti della tranquillità con cui siamo stati rassicurati. Quello che mi trovo davanti agli occhi sabato sera è un qualcosa di meraviglioso. Oltre ad uno staff squisitamente accogliente e gentile (questo lo sapevo già, è vero, perchè molti venerdì sera della mia vita si sono conclusi in questo angolo della mia città) mi trovo di fronte una deliziosa insalata di farro con verdure ed erbe aromatiche e diversi tipi di salse (indimenticabile quella di patate e peperoni gialli con una punta di pepe nero) da gustare con crostini abbrustoliti, hummus di ceci e pinzimonio di verdure. Quando esprimo la mia soddisfazione allo staff mi spiegano che molto spesso hanno sempre qualcosa che può essere gustato da vegetariani e vegan e che su richiesta organizzano anche per i celiaci. Se passate da Genova, non perdete l’occasione di visitare questo locale, magari comunicando prima le vostre esigenze alimentari. Imperdibile.

La Lepre – Wine & Cocktail Bar a Genova – Piazza Lepre 5r, GenovaGE – Tel. 0102517693

Hemp fu Kebab

 - by laboratorioveg

Avete voglia di cucinare in questo periodo? Io per un motivo e per l’altro sono davvero  svogliata ai fornelli. Avevo voglia di qualcosa di veloce e ricco di proteine quindi…cosa c’è di meglio di un bel Kebab, ovviamente Vegan? ;-)

Lista della spesa (per 2 kebab): 2 piadine di mais (o pane arabo), 1 pomodoro, 200gr di Hemp fu, 1 piccolo mazzetto di erba cipollina, 1/2 bicchiere di salsa shoyou, 5-6 foglie di insalata, maionese vegana, olio evo.

Lasciare marinare in 1/2 bicchiere di salsa di soia shoyou e acqua l’hemp fu tagliato a fette insieme a un piccolo mazzetto di erba cipollina per circa 30 minuti. Tagliare i pomodori a fette e l’insalata. Scaldare le piadine, spalmarle con uno strato di maionese e mettere da parte. Rosolare in padella l’hemp fu a pezzetti con un filo di olio evo. Farcire le piadine con l’insalata, i pomodori e l’hemp fu.

Puoi aggiungere anche: cipolle crude, ketchup, salsina di yogurt di soia e menta, patatine fritte. Puoi sostituire l’hemp fu con il seitan alla piastra o con il tofu aromatizzato.