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Iridologia: un percorso di ricerca

 - by Sara

L’iridologia è la scienza che studia i segni, le forme, i colori  e la trama dell’iride dell’occhio umano. L’iride nel suo piccolo racchiude il riflesso dell’intero corpo, una speciale mappa dove viene proiettata lo stato di salute degli organi e degli apparati. Attraverso lo studio della struttura dell’iride si può leggere del nostro mondo interiore, si possono cogliere aspetti fisici, ma non solo, negli ultimi anni gli studi si sono estesi e l’iridologo è sempre più capace di cogliere anche aspetti energetici, psico-emotivi e spirituali.

Questa è una mappa fisica, ma basta cambiare mappa per scoprire che la lettura può andare ben oltre il corpo fisico e spaziale, si può leggere il tempo ed i segni lasciati dagli eventi, si possono trovare archetipi e simboli che possono avere un valore terapeutico, si possono osservare aspetti psico-emotivi, i nostri talenti, i vizi da trasformare in qualità, i punti deboli e i punti di forza. Dall’iride emergono immagini, disegni, colori che possono raccontare di noi, dei nostri limiti e delle nostre aspirazioni, i nostri aneliti, i sogni messi da parte e dimenticati, le forze bloccate a cui non sappiamo accedere.

Ci sono vari piani di lettura come in una spirale ed ogni segno dell’iride acquista ad ogni piano un significato diverso. C’è un piano fisico, un piano embriologico, un piano energetico, un piano psico-emotivo ed un piano spirituale. Non è solo una questione di mappa, sta anche all’abilità dell’iridologo trovare la porta di accesso ai vari piani.

A volte anche solo diventare consapevoli di certe cose può essere risolutivo, altre volte dobbiamo rimboccarci bene bene le maniche e renderci conto che non basta sapere, per crescere e cambiare le cose facendo anche grandi salti, dobbiamo attivare la nostra volontà.

Più che una scienza, l’iridologia è un’arte.

Per me è stato illuminante scoprire tutto questo, auguro che anche in voi si possa accendere qualcosa, anche solo la curiosità che faccia sorgere una qualsiasi domanda. Ogni conoscenza inizia con una domanda.

Sara

Euritmia medico–terapeutica: l’Arte che sostiene l’essere umano in caso di malattia

 - by Sara

Ho avuto modo di praticare l’euritmia medico-terapeutica come cura per un’anemia che mi portavo dietro da anni. Inizialmente il maggior ostacolo nella ricerca di una terapia era stato il medico che mi diceva: sei di origine sarda, sarai una portatrice sana di anemia mediterranea, ci devi convivere. Sarà…

Non volendomi fermare all’apparenza e dopo le mie insistenze, il medico mi fece fare l’elettroforesi dell’emoglobina,  un esame che permette di individuare la presenza di emoglobine anomale all’interno dei globuli rossi, ma non seppi altro che di avere i globuli rossi più piccoli del normale e scarsi e questo confermò la sua idea. Di fronte queste analisi non esisteva apparentemente una cura e mi prescrisse del ferro. Io non gli credevo e continuai a cercare una soluzione. Ero in una fase della vita in cui credevo che niente fosse impossibile.

Provai ad assumere il ferro, ma non ce la facevo neanche a buttarlo giù, provai a modificare la mia dieta e a seguire delle terapie naturali. Niente da fare. Il tempo passava e non so se davvero si fosse trattata di anemia mediterranea, qualunque fosse la sua natura andava con il tempo peggiorando, percepivo sempre più freddo ed il cuore molto stanco.

L’anemia è la riduzione del numero dei globuli rossi rispetto alla quantità normalmente necessaria per stare bene ed un calo del loro contenuto in emoglobina. All’interno dell’emoglobina c’è il ferro, elemento essenziale per portare ossigeno a tutto il corpo. La carenza di ferro provoca pallore, stanchezza, fiato corto, vertigini, problemi al ritmo cardiaco. Possono essere molte le cause: scorretta alimentazione, difettoso assorbimento ed  assimilazione dei cibi, ferite importanti, mestruazioni eccessive e prolungate, emorragie interne, malattie, uso di farmaci.

L’anemia mediterranea è una malattia genetica che si trasmette per via ereditaria che richiede trasfusioni costanti di sangue. I soggetti definiti “portatori sani” generalmente non hanno sintomi, può succedere però che in caso di stress psico-fisico o durante la gravidanza ci sia comparsa di lievi disturbi. Quando il freddo mi penetrò nel profondo ed ebbi un senso di immobilità interiore mi rivolsi alla mia docente di antroposofia per chiederle un consiglio su cosa fare per l’anemia e per il freddo lei mi consigliò l’arte ed in particolare l’euritmia.

Non riuscivo a trovare un nesso logico, ma le detti fiducia e mi recai ad Udine per iniziare la terapia.

EURITMIA: E’ l’arte di rendere visibili parola e musica. Più semplice da fare che spiegare! Traendo origine da antiche danze sacre, l’euritmia è risorta come arte moderna nel 1912 da un impulso di Rudolf Steiner, filosofo e scienziato austriaco. E’ l’arte del movimento che armonizza, educa e guarisce secondo la prospettiva dell’antroposofia. Il termine antroposofia deriva da due parole greche: “anthropos” (uomo) e “sophia” (conoscenza, saggezza). Può essere definita una “concezione” del mondo che attraverso l’autocoscienza e una profonda conoscenza dell’essere umano offre la possibilità di comprendere le fasi della vita e trovare strumenti pratici per affrontare le crisi e i momenti di difficoltà.

Uno tra gli strumenti pratici è l’euritmia, non si tratta ne di danza ne di ginnastica, il corpo viene mosso sulla base di leggi universali che sono insite nella parola e nella musica; attraverso il movimento viene reso manifesto ciò che vibra nella propria interiorità. “Per partecipare, bastano un paio di scarpette, un po’ di umorismo, di coraggio e di entusiasmo per intraprendere un cammino che ci condurrà alla scoperta di noi stessi…” –Heinrich Koebel in EURITMIA

Parola e musica hanno in sé leggi che sono le stesse che hanno formato l’essere umano.

La prima indagine scientifica sulla costruzione musicale del corpo umano è descritta nel libro “La costituzione del corpo umano. Principi musicali in fisiologia.” Di Armin J Husemann. Un valido strumento di lavoro per medici, terapeuti, artisti, pedagoghi, psicologi e filosofi. Se nel corpo umano “non fosse racchiuso il mistero musicale che ne fa la creatura dell’universo, l’essere umano non parlerebbe”.

Si possono distinguere tre aspetti:

  • Euritmia artistica, l’arte di creare forme ed immagini in divenire attraverso il corpo
  • Euritmia pedagogica, come sostegno all’educazione
  • Euritmia medico-terapeutica, come sostegno in caso di malattia

Del primo incontro ricordo poche domande, mi fece eseguire dei passi e mi chiese di imitare dei movimenti. Al termine mi disse che i reni non erano in grado di distribuire il calore perché intasati dal mio vissuto. Che ci sarebbe voluto del tempo prima di arrivare alla vera causa. Ero andata troppo oltre, il corpo era esausto, non avevo forze neanche per fare direttamente i gesti euritmici per cui mi fece iniziare da dei surrogati e mi consigliò di andare da un nutrizionista per farmi dare dei consigli alimentari che tenessero conto non solo del fisico, ma anche delle scarse forze vitali e della mia interiorità, della psiche, della personalità, di tutto.

Mi sarei potuta mangiare anche i chiodi, ma se non arrivavo alla vera causa niente sarebbe successo. La causa non sempre è riconducibile al fisico, può andare al di là di ciò che è visibile ed evidente. Nel fisico riscontriamo il sintomo come effetto finale di un processo che potrebbe essere iniziato molto tempo prima. Il sintomo spesso è solo l’effetto di qualcos’altro. Prendere un farmaco e sopprimerlo non ha molto senso se si vuol guarire.  Avvertivo un grande senso di stanchezza e mi sentivo triste, non avevo idea di che cosa potessi chiedere a me stessa in quel momento, ma non volevo arrendermi. Tornai a casa e feci gli esercizi che mi aveva assegnato e presi appuntamento con il nutrizionista.

Una settimana dopo tornai ad Udine e già era successo qualcosa per cui ricevetti degli esercizi da eseguire per qualche settimana e poi sarei dovuta tornare.

Accenni di lettere, ancora non potevo farle direttamente, ma provai l’esperienza del gesto euritmico attraverso cui le lettere fanno vibrare l’intero organismo e portano a manifestazione le leggi insite della parola. Così iniziai a scoprire il magico mondo delle vocali e delle consonanti. La vocale è la voce dell’interiorità, detta anche sonante, l’anima che suona, la consonante è in rapporto alle costellazioni, con-sonante, suonare con le stelle. Il gesto euritmico rende visibile ciò che è vibrazione ed invisibile.

Ho iniziato eseguendo la lettera D per diventare più sicura di me, dritta sulla colonna vertebrale, corona in testa. La lettera B per prendere energie dal cosmo per ricostituirmi e proteggermi, la I per essere più decisa, per liberare il sangue ed il calore. Gesti che mi hanno cambiato.

L’euritmia è un’arte pratica che si realizza nella vita sociale.

Attraverso i vari cicli di euritmia ho preso coscienza del fatto che in me c’erano delle impostazioni sbagliate, dei comportamenti, delle abitudini che mi ostacolavano nella crescita e nella conquista della mia individualità. Eseguendo gli esercizi avevo l’opportunità di trasformarle e riscoprire la mia vera natura che era stata soffocata dall’educazione e dal mondo che mi girava intorno.

Ho ripetuto su richiesta della ginecologa l’elettroforesi per stabilire la natura dell’anemia in seguito alla comparsa di cisti nell’ovaio dx, oramai a distanza di sei mesi dall’inizio degli esercizi di euritmia. Scoprì con sorpresa che non c’era più niente da diagnosticare, i globuli rossi erano diventati di dimensione normale, erano aumentati di numero e la presenza del ferro era ottimale. Io mi sentivo decisamente meglio. Anche le cisti erano scomparse. Ancora oggi continuo ad essere stanca, ma non a causa dell’anemia, l’emocromo che ogni tanto ripeto si è stabilizzato, il calore si è diffuso nel corpo ed ho mani calde come non avevo mai avuto prima.

Le mie analisi sono cambiate, ma il più importante cambiamento è avvenuto nella mia interiorità.

Sono due anni che pratico euritmia terapeutica, ci sono stati momenti in cui avrei voluto piangere dalla gioia e trattenevo le lacrime mentre sentivo finalmente di essere stata compresa, ma devo ammettere che non è stato un percorso facile e non lo è neanche oggi portarlo avanti, in certi momenti credo di sbagliare tutto, ma ogni passo fatto avanti verso il futuro mi ha porta una maggior chiarezza,  ho recuperato sempre più forza e determinazione, ho notato molti aspetti del mio carattere che mi ostacolavano ed ho trasformato il mio modo di pormi verso gli altri, molto è ancora da fare ed io sto proseguendo. Superata l’anemia mi sono in seguito dedicata  alla dismenorrea e adesso alla tiroidite di Hashimoto. La mia cura prevede oltre all’euritmia, un’alimentazione adatta e dei rimedi naturali per il fegato, l’intestino ed il sangue. Una sana alimentazione prima di tutto.

A questo indirizzo troverete l’elenco delle scuole steineriane, delle associazioni antroposofiche e dei gruppi di studio dove potete chiedere info sulla presenza di un’euritmista terapeutica vicino a voi.

Questa è l’associazione dove mi sono recata io ad Udine. La mia euritmista è Maddalena Peccarisio autrice di questo libro: “L’EURITMIA – L’ARTE DI RENDERE VISIBILI PAROLA E MUSICA”

Non ci avrete capito niente… ma tenete presente anche questa possibilità. Come vi ho scritto all’inizio: più semplice da fare che spiegare!

Cibo per l’anima e lo spirito

 - by Sara

“Chi davvero vuole può. Ma per potere e volere bisogna prima sapere e, soprattutto osare.” Hernan H. Mamani

Nel precedente articolo ho accennato alla visione olistica dell’essere umano secondo l’antroposofia: ho scritto di Corpo-Anima-Spirito, equilibrio ed armonia. Cercherò nei prossimi articoli di approfondire e di condividere con voi gli argomenti di studio che sto portando avanti e le esperienze di vita.

Ho scelto di scrivere in questo blog perché qui le ricette sono sane, naturali, elaborate con amore, gustose. Ricette su cui vi invito a soffermarvi un attimo anche a riflettere oltre che a vivere per comprendere l’importanza e il valore che hanno. Non importa avere chissà quali conoscenze per accorgersi che l’alimentazione incide direttamente sugli organi e sulla loro funzionalità. Bastano poche informazioni per notare che in commercio esistono innumerevoli prodotti che ci fanno male, che indeboliscono il sistema digerente, aumentando il calore metabolico e la produzione di sangue tossico con ripercussioni alla testa, con perdita di lucidità, confusione, difficoltà a concentrarsi, mal di testa. Non importa che stia qui a elencarvi tutte le conseguenze di una scorretta alimentazione.

Quello di cui vi vorrei parlare e che invece richiede uno sforzo maggiore e la conoscenza dell’essere umano nella sua totalità, è il fatto che l’alimentazione incide direttamente sulle nostre azioni e sulla nostra volontà così come incide sugli organi. Può sembrare una cosa da niente.

C’è un rapporto tra il metabolismo e la volontà umana che vale la pena conoscere per poter essere liberi almeno di scegliere cosa mangiare e cosa no. Perché poter prendere in mano la propria vita, cambiare qualcosa di noi stessi o della situazione in cui siamo, dipende dalla nostra volontà e richiede coraggio. Conoscere noi stessi è importante per non sprofondare in atteggiamenti a noi familiari, ma trovare il modo di adattare il nostro modo di essere a quello che siamo veramente. Assecondare gli istinti per mancata forza di volontà ci rende schiavi di noi stessi e l’incapacità di tenere a bada e nella sua sede la paura ci rende immobili ed incapaci di fare qualcosa.

E’ con l’azione che realizziamo gli ideali, che raggiungiamo le mete e le finalità di questa vita. Non servono a niente i castelli in aria, i sogni, le aspirazioni se non riusciamo ad agire nel mondo attraverso azioni concrete.

Il cibo nutre corpo, anima e spirito. E non è di solo cibo che ci nutriamo, entrano in noi anche stimoli sensoriali, immagini, suoni, profumi, aria che vanno a sostenere ogni parte di noi o a disturbare, dipende da cosa lasciamo entrare e cosa lasciamo fuori. Il mondo esterno ci può sostenere come distruggere. Dipende dalla nostra consapevolezza, dalla nostra capacità di pensiero, dalla nostra forza di volontà e capacità di scelta. E viceversa. Meno siamo consapevoli e agiamo con incoscienza e più rischiamo di distruggere le forze di pensiero e la possibilità di poter scegliere qualcosa.

Non basta sapere… Vi è mai capitato di sapere che una cosa fa male e averla fatta entrare in voi lo stesso?

Di fronte ad ogni cosa nuova dobbiamo comportarci come bambini: fare, sperimentare e poi a ritroso riflettere e prendere coscienza.  Inutile riflettere se non c’è stata un’esperienza diretta, l’azione richiede coraggio, dobbiamo osare. La presa di coscienza avviene prima di tutto a livello di pensiero, ma se si limita ad essere pensiero è solo una conoscenza, perché è con il fare che la rendiamo parte di noi, che incidiamo nella realtà, che cambiamo noi stessi sulla base delle aspirazioni che abbiamo, che influiamo sul mondo esterno per cambiare qualcosa che sta fuori di noi. Il pensiero che passa dal cuore si arricchisce di amore ed una fredda conoscenza diventa coscienza nel momento in cui ci muoviamo con un’intenzione.

Anche solo cambiare la propria alimentazione può costituire un percorso terapeutico e l’inizio di una crescita interiore.

Sara

Equilibrio e armonia dell’uomo nella Natura e nel Cosmo

 - by Sara

“La bellezza ha più di una natura: una interiore e una esteriore” - Elisabeth Sigmund -

Ci sono disagi che ci obbligano a fermarci e rivedere le nostre scelte offrendoci l’opportunità di cambiare il corso della nostra vita.

Se non si riesce a comprendere l’origine del disagio riuscendo anche a scambiare l’effetto per la causa non si arriva alla giusta diagnosi e sarà difficile risolvere il problema, risanare la ferita e guarire dal dolore. Sopprimere il sintomo significa solo dislocarlo nel tempo. La conoscenza dell’essere umano non può fermarsi alla comprensione di corpo e psiche se lo si vuole cogliere nella sua totalità e complessità. Da un punto di vista scientifico-spirituale, l’essere umano è costituito di Corpo, Anima e Spirito.

Esistono diverse filosofie e scuole di pensiero che offrono una visione olistica dell’essere umano. A me piace la visione antroposofica e cercherò di spiegarvi a grandi linee cosa si intende per Corpo-Anima-Spirito attraverso questa scienza spirituale. Il termine Antroposofia deriva da due parole greche: “anthropos” (uomo) e “sophia” (conoscenza, saggezza). Può essere definita una “concezione” del mondo che attraverso l’autocoscienza e una profonda conoscenza dell’essere umano offre la possibilità di comprendere le fasi della vita e trovare strumenti pratici per affrontare le crisi e i momenti di difficoltà. Fondatore dell’Antroposofia è Rudolf Steiner (1861-1925) scienziato e filosofo austriaco. L’Antroposofia considera lo stretto rapporto tra uomo, natura e cosmo.

Corpo

E’ il corpo visibile.

L’Antroposofia riconosce nel corpo due parti costitutive che si possono scindere solo a scopo conoscitivo: corpo fisico (parte minerale) e corpo eterico (la vita). Il corpo fisico trova la sua massima manifestazione nelle ossa. Il corpo eterico regola nutrizione, crescita e riproduzione. E’ il corpo della vita. Viene chiamato anche corpo vitale, energetico, vibrazionale, delle forze formative…I processi di autorigenerazione e autoguarigione avvengono sulla base di impulsi del corpo eterico.

Mentre il corpo fisico vive nello spazio, il corpo eterico vive nel ritmo. Oltre che di carboidrati, proteine, grassi, enzimi, vitamine, sali minerali, il corpo necessita di pasti regolari, qualità del cibo, riposo, pause (la pausa scandisce il ritmo), sonno. Vi spiegherò meglio e nel dettaglio prossimamente. Il corpo definisce i bisogni e le necessità.

Anima

E’ la parte psichica non visibile.

Conferisce al corpo la possibilità di muoversi nello spazio, di vivere moti interiori (sensazioni, emozioni, brame, passioni…) e consente la coscienza del mondo esterno. In rapporto all’Anima ci sono i desideri. Dall’equilibrio dell’Anima deriva la base per l’evoluzione. Grande educatrice dell’Anima è l’Arte.

Spirito

E’ la nostra essenza, l’Io.

Si esprime nel volto, nel temperamento e negli organi. Organizza e coordina le parti costitutive e permette di avviare processi di autocoscienza. Scorre nel sangue e vive nel calore. Definisce gli ideali, le mete e le finalità di questa vita. La vita progredisce indipendentemente dalla nostra volontà. Conquistare l’equilibrio, prendere coscienza del proprio percorso e atteggiamento verso la vita, verso la natura, verso gli esseri umani, gli animali, il cosmo ci permette, per quanto possibile, di poter cambiare il suo naturale percorso che potrebbe indirizzarsi per ereditarietà o per cause ambientali, sociali, di stile di vita errato verso un declino patologico. Una maggiore consapevolezza di noi stessi ci permette di adattare lo stile di vita alle nostre reali esigenze, facendo scelte utili a prevenire malesseri fisici conquistando e mantenendo il benessere, scelte che possono contribuire nelle terapie a riattivare le capacità dell’organismo di autorigenerarsi, rinforzando sistema immunitario ed aumentando la vitalità e l’energia. A volte questo non basta, dobbiamo tener presente i desideri della nostra Anima e confrontarci con la sua natura contrastante e con la forza delle emozioni, delle passioni, delle brame che sta a noi educare. Così come dovremmo trasformare i nostri istinti in ideali e trovare ad essi una risoluzione.

Dall’equilibrio di corpo, anima e spirito e dal rapporto di scambio tra uomo, terra e cosmo deriva la nostra salute.  Penso che sia chiaro che la salute non è uno stato di semplice assenza di malattia, ma una meravigliosa e possibile conquista.

Io e la Natura – Presentazioni

 - by Sara

Con grande gioia vi presento una delle nuove rubriche che troverete sul nostro blog: “Io e la Natura” curata da Sara Maldrottu. Buona lettura! :-)

Lo stile di vita è fondamentale per determinare la condizione di benessere o malessere del corpo. Più coscienza ho e più sono libero di scegliere come vivere. Ogni conoscenza inizia con una domanda, conoscere porta a soffrire. Con amore per se stessi, per l’umanità, per gli animali, per la terra si riesce ad andare oltre la sofferenza trovando modi di pensare, di rapportarsi e di agire nel rispetto del tutto. Con una visione olistica, le mie scelte possono essere umanamente sostenibili, nel rispetto delle terre e delle differenze di culture, del clima, della stagione e degli animali. La Natura è stata per me Maestra di vita, con i suoi colori, le sue forme e con i suoi ritmi.

Per anni ho lavorato nei campi di un’azienda vinicola in Toscana. Vecchi abiti, senza trucco, con le scarpe piene di fango d’inverno e polvere d’estate, scendevo tra i filari della vigna nelle prime ore del mattino e passavo lì le mie giornate, osservando di stagione in stagione il variare del tutto. Ricevevo le indicazioni da persone anziane ed ogni volta che mi accostavo ad una vite per metterli in pratica notavo che non c’erano due viti uguali, come non trovavo due foglie identiche. Ogni pianta era diversa e dovevo adattare la stessa regola a tutte.Chiedevo il parere e la conferma prima di intervenire e nel tempo ho imparato a tener conto più della visione dell’insieme che della singola regola arrivando ad andare al di là dell’indicazione che avevo ricevuto.

La natura a volte chiede di esser lenti e di aver pazienza, altre volte di correre ed esser comunque precisi. Per me sono stati anni importanti, una scuola senza banchi e senza interrogazioni.

Non sono riuscita a non scontrarmi con una visione materialistica del mondo che avanzava di anno in anno tra i campi sostenuta da uomini che contemplano lo sfruttamento di terre e uomini. Quando ho conosciuto l’effetto sulla mia pelle dei veleni, ho deciso di  non contribuire più con chi avvelena la vita senza curarsi di effetti e reazioni di piante, animali ed esseri umani. Ho guardato con disincanto la macchina mentre passava tra i filari considerando ogni vite uguale alle altre, trattandole tutte allo stesso modo. Che l’uva fosse perfetta, acerba, marcia non faceva alcuna differenza, non per la macchina e probabilmente neanche per il cliente che ha continuato a bere un vino fatto di tutto e fatto di niente. C’è qualcosa che và al di là dell’apparenza, qualcosa che và oltre il peso, il numero e la misura di ciò che vediamo.

Alimentazione è stile di vita, comprende la storia degli alimenti che scelgo, la loro provenienza e non è uguale se sono prodotti con incoscienza e disprezzo o se con amore e rispetto per la terra. Alimentazione è cucina, è arte, è vita se la rispetto e la curo, è riflesso del tempo, del luogo, della mia consapevolezza e del modo in cui lavoro. Alimentazione è scegliere secondo la mia coscienza cosa introdurre dentro me e cosa no.

La prossima volta, per la mia rubricaIo e la Natura“, vorrei scrivere qualcosa sulla visione olistica che considera benessere o malessere le condizioni del corpo, salute o malattia l’equilibrio o l’alterazione dell’equilibrio tra corpo, anima e spirito, tra mondo interiore e mondo esteriore.

Alla prossima!

Sara