Category:benessere’
Rimedi naturali e cibi contro il mal di testa
- by Samantha
Molte persone soffrono di mal di testa ma non tutti sanno che esistono alcune accortezze alimentari che possono aiutarci a stare meglio e ad attenuare, se non ad eliminare questo fastidioso problema. Stress, affaticamento mentale, insonnia e fattori emotivi contribuiscono di sicuro ad accentuare il mal di testa ma anche posture errate, disturbi dentali insieme a sostanze eccitanti o tossiche come l’alcol, il caffé e il tabacco giocano un ruolo importante e possono essere definiti fattori scatenanti.
Cioccolato
E’ un ingrediente controverso. Contiene feniletilamina che è una sostanza potenzialmente scatenante per le sue proprietà vasodilatatrici. Alcune ricerche hanno però messo in luce che alcune proteine antinfiammatorie contenenti nel cioccolato potrebbero contribuire ad attenuare la cefalea. In ogni caso è meglio consumarlo con moderazione.
Alimenti ricchi di amine
Pesci conservati (sott’olio o sott’aceto o sale),tonno, formaggi stagionati, uova, vino rosso, crostacei, fragole, pomodori, peperoni e kiwi possono aggravare la situazione, è meglio quindi limitarne il consumo.
Conservanti e additivi alimentari
Meglio evitare anche cibi confezionati che potrebbero contenere alcuni conservanti e additivi alimentari come i glutammati (dadi da brodo, insaporitori artificiali, alcune salse di soia) e i nitrati (salumi e dolcificanti artificiali).
Altri alimenti possono aggravare l’emicrania: latticini freschi, agrumi, mele, banane, mais, frumento e carne. Lo stile di vita però gioca senza dubbio un ruolo fondamentale: un menù equilibrato, evitare zuccheri e dolci che tendono a dare un sollievo immediato per poi peggiorare la situazione successivamente e uno stile di vita che preveda la riduzione dello stress magari inserendo nella nostra quotidianità discipline come lo yoga e la meditazione. Meglio preferire frutta e cereali integrali, ricchi di carboidrati a lento assorbimento, Da non dimenticare l’acqua, indispensabile per prevenire la disidratazione che favorisce questo disturbo. Consumare cibi molto semplici, come riso, ortaggi e frutta fresca è un buon modo per attenuare la cefalea e per tenersi in forma. In caso di dolore pulsante e nausea consigliamo lo zenzero, ottimo digestivo e anti infiammatorio naturale. Per la fatica mentale possiamo invece utilizzare menta e origano e per la digestione lenta l’angelica è ciò che fa al caso nostro. Utilizzare questi 3 rimedi sotto forma di infuso dopo una decina di minuti di infusione è un ottimo modo per riscaldarsi e per prendersi cura di noi. Altro interessante aiuto puà essere quello degli oli essenziali: quelli di lavanda e menta piperita sono analgesici e antispastici, sono perfetti. Diluite 2 gocce di ciascuno in un cucchiaino di olio di mandorle e massaggiate tempie e fronte: il sollievo sarà rapido.
Crema di riso integrale e zucca con miso d’orzo e umeboshi
- by Samantha
Stiamo calmi. Non andiamo in crisi sulle parole sconosciute ok?
Questa è proprio una ricetta strana, ve lo dico io! Quindi se vi viene la tentazione di fuggire immediatamente da questa mia idea per andare a rimpinzarvi di una rassicurante pasta al forno fatelo ma…prima leggete le mie parole!!
Vediamo, cominciamo dal dire che la crema di riso integrale mi è stata consigliata dal grandissimo Professor Franco Berrino quando lo abbiamo intervistato. Se volete approfondire quindi leggetevi l’intervista e preparatevi a sperimentare una vera e propria medicina che a questo punto deve per forza essere inserita nelle ricette di Salutiamoci di novembre, anche se ne ho già inviata una…questa è davvero adatta. Infatti il blog che ospita questo mese questa bellissima iniziativa, di cui ho già parlato qualche giorno fa, è La Via Macrobiotica. Meglio di così!
La notiziona è che a me questa crema mi è piaciuta tanto! Mescolando il contenuto della mia ciotola ne ho ricavato una bella zuppetta di zucca! Preparatevi adesso perchè prossimamente sarete invasi da ricette di questo tipo!
Lista della spesa (per 2 persone): 150g di riso integrale, 400g di zucca, 1 cucchiaino di miso d’orzo, 1/2 cucchiaino di purea di umeboshi, 5g di semi di zucca, 5g di semi di girasole, 10g di olio extravergine d’oliva, acqua q.b.
Far cuocere il riso integrale in pentola a pressione per 1 ora. L’acqua deve essere circa a metà pentola. Nel frattempo cuocere a vapore la zucca e, una volta molto morbida aggiungere un cucchiaino di miso d’orzo e l’olio extravergine d’oliva e frullare aggiungendo acqua fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Scolare il riso integrale con una schiumarola e frullarlo bene. Filtrarlo con un colino o con il passaverdure fino ad ottenere una crema biancastra. Disporre nel piatto di portata, coprire con la crema di zucca, aggiungere la purea di umeboshi e servire con una spolverata di semi misti.
Informazioni nutrizionali a porzione: Calorie 418Kcal; Proteine 9.14g; Grasso Totale 9.95g (Sat. 1.507g); Carb. 75.96g; Fibre 6.07g; Zuccheri 4.67g; Calcio 85.53mg; Ferro 2.961mg; Sodio 118.292mg; Vit.C 24.683mg; Vit.A 2738.142UI; Acidi grassi trans 0.002g.
Intervista al Prof. Franco Berrino e visita a Cascina Rosa
- by Samantha
Quello che si percepisce, entrando nella sala da pranzo di Cascina Rosa è difficile da descrivere. Per me che mi occupo di cucina naturale da qualche tempo vedere come qualcuno segua un programma che prevede una attenzione altissima all’alimentazione nella cura dei tumori è uno stimolo ad andare avanti e a migliorare ancora di più la mia cucina in questa direzione. Cercherò di essere breve perchè vorrei lasciare la parola al Prof. Franco Berrino, dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano che, quando Luana l’ha contattato per chiedergli un incontro, si è immediatamente reso disponibile a incontrarci per pranzare insieme alle donne del Progetto Diana e farci toccare con mano questa bella realtà. Per conoscere a fondo il Progetto Diana visitate il sito web di Cascina Rosa.
Mentre consumiamo un pasto che inizia con una zuppa di miso e alghe e prosegue con un piatto misto di riso integrale, verdura sia cotta che cruda, 2 cucchiaiate di fagioli in umido e si conclude con una crema di frutta deliziosa, il Professore dialoga con noi apertamente e risponde alle nostre domande. Ecco un piccolo riepilogo di quanto detto…
Noi ci occupiamo di cucina naturale, il nostro blog propone prevalentemente ricette vegan. Secondo lei una dieta vegan è corretta da un punto di vista nutrizionale? Può aiutare a prevenire l’insorgenza di certe patologie?
La dieta vegana di per sè potrebbe essere adatta all’organismo ma solo quando è seguita in modo ottimale ovvero escludendo zucchero, farine raffinate, bevande zuccherate e gasate e altri alimenti dannosi. Molti alimenti vegani sono dannosi per l’organismo quindi bisogna fare distinzione tra una dieta vegan che aiuta l’organismo e una dieta vegan deleteria. La vitamina B12 può essere l’unico grande problema per un vegano ma se l’intestino funziona bene, in modo perfetto direi, tutto è in equilibrio e si può arrivare a non avere mai problemi di carenza da B12. Ma è difficile. Noi consigliamo una dieta prevalentemente vegana con aggiunta del pesce, ogni tanto, anche per gli omega 3 che un vegan può trovare nelle alghe, nei semi, in alcune erbe (la portulaca per esempio) e nella frutta secca.
Molte persone ricorrono agli integratori alimentari per sopperire a certe carenze, alcuni addirittura li assumono in modo preventivo senza avere una reale carenza. Lei cosa ne pensa degli integratori alimentari?
Li trovo poco naturali. La natura ci fornisce quello di cui abbiamo bisogno e non vedo perchè andare a ricercare quello che già esiste in un qualcosa che non conosciamo: non è vero che non succede niente nel prendere integratori. Un surplus di vitamine può essere dannoso per l’organismo. Mangiare in modo equilibrato ci fornisce tutto ciò che ci serve per stare bene. Prendere troppi integratori può aumentare anche il rischio di sviluppare il cancro. Lo abbiamo verificato sulle donne che abbiamo avuto in cura in tutta Europa (circa 300.000 di cui 10.000 con cancro della mammella).
Io ho problemi di tiroide (Samantha n.d.r.) e vorrei sapere se avete fatto degli studi sulla correlazione tra la tiroidite di hashimoto e l’alimentazione? Lei crede che ci siano degli alimenti che possono aiutare a migliorare o risolvere questo problema?
Non abbiamo fatto degli studi ma quello che posso dire è che il mio atteggiamento nei confronti delle malattie autoimmuni è quello di far guarire l’intestino. L’intestino si guarisce con la crema di riso integrale con il kuzu. Le fibre proteggono l’intestino quando è sano non quando è malato. Bisogna prima curare l’intestino e poi inserire più fibre quindi consiglio di cercare le mie linee guida per curare l’intestino.
Cosa pensa dell’utilizzo dei farmaci?
Io non prescrivo farmaci però dipende dai casi. Ci sono delle situazioni in cui il farmaco salva vita è importante. Sono contrario a tutti quei farmaci assunti in modo casuale, indiscriminato. Iniziare a curare l’intestino e prendersi cura del nostro corpo porta un miglioramento generale e ci fa assumere meno farmaci perchè siamo in salute. Questo è lo stato ottimale poi come ho detto prima ogni caso è a sè e quando serve il farmaco…serve il farmaco.
I vegan spesso mangiano tanta soia. Il problema dell’OGM è reale? Crede che si debba prestare attenzione a questo aspetto?
Io credo che si debba cercare il più possibile di avvicinarsi alla naturalità delle cose. Bisogna fare il possibile per evitare gli OGM ma allo stesso tempo mi chiedo spesso perché ci siano molte persone che stanno attente a questo genere di cose e per esempio fumano. Il fumo è un grande problema oggi. Possiamo mangiare garantito non ogm, possiamo mangiare biologico ma se poi fumiamo un pacchetto di sigarette al giorno poco importa. E’ importante sottolineare questa cosa anche per quel che riguarda il fumo passivo. Per esempio: se un genitore fuma le possibilità, per il figlio, di ammalarsi di tumore al fegato sono raddoppiate. E se fumano entrambi i genitori sono quadruplicate (fonte: Pastorino U, Berrino F, Gervasio A, Pesenti V, Riboli E, Crosignani P. Proportion of lung cancers due to occupational exposure. Int J Cancer 1984).
Parlare con lei ci ha fatto capire quanto l’alimentazione sia importantissima nella prevenzione ma anche nell’affiancare chi sta curando un tumore. Abbiamo avuto però esperienze tra amici e familiari che non hanno ricevuto particolari linee guida sull’alimentazioni parlando con gli oncologi che li hanno seguiti. Come mai si parla così poco di queste cose a chi ha una malattia di questo tipo?
Gli onocologi in generale non sono interessati all’alimentazione, spesso dicono ai pazienti di mangiare quello che vogliono. Questo dipende da una formazione accademica dove si parla prevalentemente dell’utilizzo dei farmaci e l’alimentazione non viene considerata parte integrante delle cure.
Alcuni oncologi consigliano di utilizzare come dolcificante nei dolci e nelle bevande il fruttosio perchè, in vitro, è l’unico che non innalza l’indice glicemico. Io cerco di utilizzare prevalentemente il malto, lo sciroppo d’agave e il concentrato di dattero. Ogni tanto uso lo zucchero di canna grezzo integrale. Lei come si pone rispetto a questo ai dolcificanti?
Non sono d’accordo per quel che riguarda il fruttosio o meglio…il fruttosio della frutta è il nostro dolcificante naturale: ma se è nella frutta. Per questo motivo quando facciamo i corsi di cucina qui a Cascina Rosa prepariamo dolci con la frutta, con la frutta secca come l’uvetta per esempio. Lo zucchero, anche quello di canna, deve essere eliminato dalla nostra dieta. Meglio il concentrato di dattero e i malti ma comunque in generale meglio consumare della frutta quanto abbiamo voglia di dolce.
Abbiamo una domanda finale che ci incuriosisce molto. In tutti questi anni di esperienza ha incontrato moltissime donne che hanno sviluppato dei tumori. Ha notato una correlazione tra gli stati emotivi e l’insorgenza di queste malattie?
Non posso rispondere “scientificamente”, posso solo dire quello che ho visto in questi anni. Dico sempre che bisogna imparare a perdonare. Il rancore spesso è stato parte della vita di alcune persone che si sono ammalate. Inoltre, mi è capitato frequentemente di trovare una relazione tra un forte trauma, un grande shock emotivo piuttosto recente (circa 2 anni prima) e l’insorgenza del tumore. Per me è abbastanza logico che ci sia una forte relazione tra le emozioni e il nostro corpo. Ho affrontato questo tema in alcune conferenze.
Alla fine della nostra intervista eravamo davvero soddisfatte e felicissime per aver avuto l’occasione di incontrare un uomo speciale come il Prof. Berrino. Durante il pranzo ha “interrotto” la conversazione di tutti i presenti alcune volte per parlare di educazione alimentare: ha parlato del latte che contiene estrogeni, di quello che mangiano oggi gli animali e dell’importanza dell’assunzione di omega 3 attraverso il pesce, le alghe, piante e frutta secca. Questo fa si che, una volta a casa, le pazienti siano perfettamente informate sulle motivazioni che le portano a escludere certi alimenti dalla loro dieta per privilegiarne altri. Questo è quello che ci piace del metodo del Prof. Berrino: il coinvolgimento, il fare cultura, il diffondere all’esterno certe importantissime conoscenze che sono alla base di una corretta e sana alimentazione e quindi di uno stile di vita che ci renda più sani e forti.
Nel tardo pomeriggio siamo andate ad assistere alla sua conferenza per i Mercoledì della prevenzione. Ha parlato delle cause dei tumori e, sinteticamente, abbiamo appreso (insieme ad una sala piena di ascoltatori) come il fumo, il consumo di bevande dolci gasate e di patatine, merendine e altri alimenti confezionati, alcuni farmaci ormonali e anti ormonali e integratori alimentari possano contribuire a farci ammalare.
Se volete approfondire gli studi del dotto Berrino alleghiamo qualche interessante link:
Documenti: approfondimenti per tema, documentazione divulgativa e scientifica
Video conferenza: il cibo dell’uomo
Video conferenza: il cibo del bambino
Report: Mangia che ti passa – puntata con il prof. Berrino
Riccioli di kamut con pesto di spinaci
- by Samantha
Qualche giorno fa ho letto un articolo che parlava di un nuovo contest organizzato da due delle mie food blogger preferite. Lo sapete che partecipo molto raramente ai contest ma questa volta non potevo proprio resistere alla tentazione! Sto parlando del Contest Felici & Curiosi organizzato (come forse potete intuire dal nome) da Le delizie di Feli e da Ravanello Curioso in collaborazione con Marco Bianchi. La cosa che mi è piaciuta subito del contest in questione è l’idea di cucinare qualcosa che contenesse diversi ingredienti dei Magnifici 20. Se non conoscete questa “espressione” lo scoprirete sbirciando nel blog di Marco. Mentre gustavo questo piatto di pasta mi sono resa conto di aver trovato la ricetta perfetta da proporre: facile, veloce, a base di spinaci crudi, frutta secca, olio extravergine e semi oleosi. Ma andiamo al sodo…ecco a voi la mia ricetta “magnifica”!
Lista della spesa (per 2 persone:) 160g di pasta corta di kamut semi integrale o integrale, 70g di spinaci, una manciata scarsa di pinoli, una manciata scarsa di noci di macadamia, 6 cucchiai di olio evo, 1/4 di spicchio d’aglio, sale marino integrale, una manciata di semi di girasole.
Lavare bene gli spinaci per eliminare qualsiasi traccia di terriccio. Asciugare gli spinaci e frullarli con i pinoli, l’aglio, le noci di macadamia, un pizzico di sale e l’olio extravergine di oliva. Frullare fino ad ottenere un pesto vellutato. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata con sale marino integrale e condire con il pesto. Completare il piatto con una manciata di semi di girasole e servire ben calda.
Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.
Vorrei aggiungere che due miei carissimi amici mi hanno regalato un programma per gestire le ricette sul pc che calcola le informazioni nutrizionali. Da adesso potrò condividere con voi queste preziose informazioni! Evviva!
Informazioni nutrizionali a porzione: 793 Kcal; Proteine 13.95g; carboidrati 64g; fibre 5g; Zuccheri 2.7g; Calcio 63.4mg; Ferro 2.99mg; Sodio 39.5mg; Vit.C 10.26mg; Vit.A 3286.659UI.
Vellutata di verdure autunnali
- by Samantha
Ok, è la fiera della semplicità. Ma non tutti sanno fare una vellutata come si deve. Insomma, molti pensano che una vellutata sia una delle cose più banali del mondo ma non la penso così. Un conto è un passato di verdure, un conto è una vellutata. La vellutata di verdure si scioglie in bocca, è cremosa…insomma…è vellutata!
Per ottenerla dobbiamo aggiungere olio alla fine e frullare bene. Benissimo! Provatela, è una vera delizia.
Lista della spesa (per 6 persone): 4 patate medie, 450g di bietole, 1 porro, 4 carote medie, 500g di zucca butternut, una manciata di foglie di ravanelli, sale grosso, olio extravergine di oliva, 2 foglie di alloro, 1 rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia.
Soffriggere il porro in qualche cucchiaio di olio evo. Dopo 3-4 minuti aggiungere le altre verdure dopo averle lavate e tagliate in piccoli pezzi. Aggiungere acqua, senza coprire completamente le verdure (qualche dito d’acqua in meno), aggiungere una manciatina di sale scarsa e l’alloro. Tritare finemente rosmarino e salvia e aggiungerli. Chiudere con il coperchio e cuocere a fiamma bassa fino a quando le verdure non saranno molto morbide. Frullare con un frullatore ad immersione. Una volta ottenuta una crema abbastanza liscia aggiungere qualche cucchiaio d’olio e frullare fino ad ottenere una crema vellutata. Servire ben calda con crostini croccanti.
Conchiglie di farro integrale con carote e pesto di foglie di porro
- by Samantha
Visto che avevo sottomano le verdure fresche di Portanatura ho pensato di fare una vellutata di verdure! Ho utilizzato i porri e mi sono rimaste le foglie esterne, quelle che molti di noi non sanno come cucinare e…le buttano nella spazzatura. Non sia mai!
La cucina del riciclo viene in mio aiuto e così, pensando ad un abbinamento che adoro, carote e porri, ho creato questa ricetta facilissima, piuttosto rapida e utile per ottenere un primo piatto che costa poco e che piace molto!!
Provatelo!
Lista della spesa (per 2 persone): 160g di conchiglie di farro integrale, 2 carote portanatura, le foglie esterne di un porro, 1 manciata di pinoli, sale, olio evo.
Tagliare le carote in piccoli cubi e saltarla in padella con un filo d’olio extravergine di oliva. Salare a piacere e spegnere la fiamma. Nel frattempo ammorbidire le foglie di porro cuocendole a vapore dopo averle tagliate a rondelle. Una volta morbide lasciar raffreddare qualche minuto e frullare con una manciata di pinoli, qualche cucchiaio d’acqua e olio evo a piacere fino a raggiungere la consistenza di un pesto. Una volta cotta la pasta in abbondante acqua salata, saltare in padella con le carote e il pesto di porri.
Iridologia: un percorso di ricerca
- by Sara
L’iridologia è la scienza che studia i segni, le forme, i colori e la trama dell’iride dell’occhio umano. L’iride nel suo piccolo racchiude il riflesso dell’intero corpo, una speciale mappa dove viene proiettata lo stato di salute degli organi e degli apparati. Attraverso lo studio della struttura dell’iride si può leggere del nostro mondo interiore, si possono cogliere aspetti fisici, ma non solo, negli ultimi anni gli studi si sono estesi e l’iridologo è sempre più capace di cogliere anche aspetti energetici, psico-emotivi e spirituali.
Questa è una mappa fisica, ma basta cambiare mappa per scoprire che la lettura può andare ben oltre il corpo fisico e spaziale, si può leggere il tempo ed i segni lasciati dagli eventi, si possono trovare archetipi e simboli che possono avere un valore terapeutico, si possono osservare aspetti psico-emotivi, i nostri talenti, i vizi da trasformare in qualità, i punti deboli e i punti di forza. Dall’iride emergono immagini, disegni, colori che possono raccontare di noi, dei nostri limiti e delle nostre aspirazioni, i nostri aneliti, i sogni messi da parte e dimenticati, le forze bloccate a cui non sappiamo accedere.
Ci sono vari piani di lettura come in una spirale ed ogni segno dell’iride acquista ad ogni piano un significato diverso. C’è un piano fisico, un piano embriologico, un piano energetico, un piano psico-emotivo ed un piano spirituale. Non è solo una questione di mappa, sta anche all’abilità dell’iridologo trovare la porta di accesso ai vari piani.
A volte anche solo diventare consapevoli di certe cose può essere risolutivo, altre volte dobbiamo rimboccarci bene bene le maniche e renderci conto che non basta sapere, per crescere e cambiare le cose facendo anche grandi salti, dobbiamo attivare la nostra volontà.
Più che una scienza, l’iridologia è un’arte.
Per me è stato illuminante scoprire tutto questo, auguro che anche in voi si possa accendere qualcosa, anche solo la curiosità che faccia sorgere una qualsiasi domanda. Ogni conoscenza inizia con una domanda.
Sara
Ceviche di finocchi
- by Samantha
L’ispirazione me l’ha data lo chef Fabio Fauraz, chef dalle mille idee e iniziative, che si sta divertendo con la cucina naturale insieme a me. Il Ceviche a base di pesce o frutti di mare crudi è un piatto tipico di alcuni paesi dell’America Latina. Fabio ha pensato di utilizzare la caratteristica marinatura del ceviche per condire il sedano rapa. Io ho iniziato a farlo con il finocchio. E il risultato è stato particolarmente apprezzato: un antipasto fresco e veloce. Un grazie a Fabio e a Portanatura che mi ha mandato dei finocchi buonissimi e quindi perfetti per questa ricetta!
Lista della spesa (per 4 persone): 2 finocchi Portanatura, 1/2 cipolla rossa, 1/2 peperoncino rosso privato dei semi, 2 cucchiai di coriandolo tritato, 3 lime, sale.
Tagliare finemente i finocchi e la cipolla rossa. Affettare in piccoli pezzetti anche il peperoncino dopo averlo privato dei semi. Mescolare bene, aggiungere il coriandolo tritato, salare a piacere e condire con il succo dei lime. Mescolare bene e riporre in frigo per almeno 30 minuti. Servire freddo.
E’ possibile servire questo antipasto insieme a delle pannocchie al forno o con delle batate bollite.
Tortino di riso integrale con crema di sedano rapa e petali di zucchine
- by Samantha
L’estate se ne va, arriva l’autunno. Beh, oggi qui a Genova la giornata è bellissima: sole, cielo terso…ma l’aria è diversa. Si percepisce quel fresco autunno che precede il lungo inverno. In questa ricetta le stagioni si comprimono e si uniscono nell’unico momento dell’anno in cui le zucchine (uno dei miei ortaggi estivi preferiti) si uniscono al sedano rapa, che adoro. Lo propongo con il riso integrale, un vero e proprio toccasana. Un piatto colorato, naturale e di grande aiuto per la nostra salute!
Lista della spesa (per 2 persone): 200g di sedano rapa pulito e lavato, 2 zucchine, 120g di riso integrale, 1 spicchio d’aglio, sale marino integrale, olio extravergine d’oliva.
Cuocere in pentola a pressione il riso integrale con proporzione 1 volume riso 2 volumi acqua e qualche granello di sale marino integrale. Cuocere per circa 20 minuti dal fischio (controllare comunque le indicazioni sulla confezione). Far sobbollire in poca acqua il sedano rapa tagliato a pezzetti. Nel frattempo pelare le zucchine e tagliarle per lungo a fette sottili sottili usando una mandolina. Una volta ottenute le fettine di zucchine tagliarle all’orientale (taglio trasversale) e saltare in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio schiacciato. Quando il sedano rapa sarà molto morbido scolare, frullare, aggiungendo acqua e qualche cucchiaio di olio evo lentamente e salando a piacere fino ad ottenere una crema. Scolare il riso integrale, formare un tortino con un coppa pasta, guarnire con le zucchine e ricoprire con la crema di sedano rapa.
Euritmia medico–terapeutica: l’Arte che sostiene l’essere umano in caso di malattia
- by Sara
Ho avuto modo di praticare l’euritmia medico-terapeutica come cura per un’anemia che mi portavo dietro da anni. Inizialmente il maggior ostacolo nella ricerca di una terapia era stato il medico che mi diceva: sei di origine sarda, sarai una portatrice sana di anemia mediterranea, ci devi convivere. Sarà…
Non volendomi fermare all’apparenza e dopo le mie insistenze, il medico mi fece fare l’elettroforesi dell’emoglobina, un esame che permette di individuare la presenza di emoglobine anomale all’interno dei globuli rossi, ma non seppi altro che di avere i globuli rossi più piccoli del normale e scarsi e questo confermò la sua idea. Di fronte queste analisi non esisteva apparentemente una cura e mi prescrisse del ferro. Io non gli credevo e continuai a cercare una soluzione. Ero in una fase della vita in cui credevo che niente fosse impossibile.
Provai ad assumere il ferro, ma non ce la facevo neanche a buttarlo giù, provai a modificare la mia dieta e a seguire delle terapie naturali. Niente da fare. Il tempo passava e non so se davvero si fosse trattata di anemia mediterranea, qualunque fosse la sua natura andava con il tempo peggiorando, percepivo sempre più freddo ed il cuore molto stanco.
L’anemia è la riduzione del numero dei globuli rossi rispetto alla quantità normalmente necessaria per stare bene ed un calo del loro contenuto in emoglobina. All’interno dell’emoglobina c’è il ferro, elemento essenziale per portare ossigeno a tutto il corpo. La carenza di ferro provoca pallore, stanchezza, fiato corto, vertigini, problemi al ritmo cardiaco. Possono essere molte le cause: scorretta alimentazione, difettoso assorbimento ed assimilazione dei cibi, ferite importanti, mestruazioni eccessive e prolungate, emorragie interne, malattie, uso di farmaci.
L’anemia mediterranea è una malattia genetica che si trasmette per via ereditaria che richiede trasfusioni costanti di sangue. I soggetti definiti “portatori sani” generalmente non hanno sintomi, può succedere però che in caso di stress psico-fisico o durante la gravidanza ci sia comparsa di lievi disturbi. Quando il freddo mi penetrò nel profondo ed ebbi un senso di immobilità interiore mi rivolsi alla mia docente di antroposofia per chiederle un consiglio su cosa fare per l’anemia e per il freddo lei mi consigliò l’arte ed in particolare l’euritmia.
Non riuscivo a trovare un nesso logico, ma le detti fiducia e mi recai ad Udine per iniziare la terapia.
EURITMIA: E’ l’arte di rendere visibili parola e musica. Più semplice da fare che spiegare! Traendo origine da antiche danze sacre, l’euritmia è risorta come arte moderna nel 1912 da un impulso di Rudolf Steiner, filosofo e scienziato austriaco. E’ l’arte del movimento che armonizza, educa e guarisce secondo la prospettiva dell’antroposofia. Il termine antroposofia deriva da due parole greche: “anthropos” (uomo) e “sophia” (conoscenza, saggezza). Può essere definita una “concezione” del mondo che attraverso l’autocoscienza e una profonda conoscenza dell’essere umano offre la possibilità di comprendere le fasi della vita e trovare strumenti pratici per affrontare le crisi e i momenti di difficoltà.
Uno tra gli strumenti pratici è l’euritmia, non si tratta ne di danza ne di ginnastica, il corpo viene mosso sulla base di leggi universali che sono insite nella parola e nella musica; attraverso il movimento viene reso manifesto ciò che vibra nella propria interiorità. “Per partecipare, bastano un paio di scarpette, un po’ di umorismo, di coraggio e di entusiasmo per intraprendere un cammino che ci condurrà alla scoperta di noi stessi…” –Heinrich Koebel in EURITMIA
Parola e musica hanno in sé leggi che sono le stesse che hanno formato l’essere umano.
La prima indagine scientifica sulla costruzione musicale del corpo umano è descritta nel libro “La costituzione del corpo umano. Principi musicali in fisiologia.” Di Armin J Husemann. Un valido strumento di lavoro per medici, terapeuti, artisti, pedagoghi, psicologi e filosofi. Se nel corpo umano “non fosse racchiuso il mistero musicale che ne fa la creatura dell’universo, l’essere umano non parlerebbe”.
Si possono distinguere tre aspetti:
- Euritmia artistica, l’arte di creare forme ed immagini in divenire attraverso il corpo
- Euritmia pedagogica, come sostegno all’educazione
- Euritmia medico-terapeutica, come sostegno in caso di malattia
Del primo incontro ricordo poche domande, mi fece eseguire dei passi e mi chiese di imitare dei movimenti. Al termine mi disse che i reni non erano in grado di distribuire il calore perché intasati dal mio vissuto. Che ci sarebbe voluto del tempo prima di arrivare alla vera causa. Ero andata troppo oltre, il corpo era esausto, non avevo forze neanche per fare direttamente i gesti euritmici per cui mi fece iniziare da dei surrogati e mi consigliò di andare da un nutrizionista per farmi dare dei consigli alimentari che tenessero conto non solo del fisico, ma anche delle scarse forze vitali e della mia interiorità, della psiche, della personalità, di tutto.
Mi sarei potuta mangiare anche i chiodi, ma se non arrivavo alla vera causa niente sarebbe successo. La causa non sempre è riconducibile al fisico, può andare al di là di ciò che è visibile ed evidente. Nel fisico riscontriamo il sintomo come effetto finale di un processo che potrebbe essere iniziato molto tempo prima. Il sintomo spesso è solo l’effetto di qualcos’altro. Prendere un farmaco e sopprimerlo non ha molto senso se si vuol guarire. Avvertivo un grande senso di stanchezza e mi sentivo triste, non avevo idea di che cosa potessi chiedere a me stessa in quel momento, ma non volevo arrendermi. Tornai a casa e feci gli esercizi che mi aveva assegnato e presi appuntamento con il nutrizionista.
Una settimana dopo tornai ad Udine e già era successo qualcosa per cui ricevetti degli esercizi da eseguire per qualche settimana e poi sarei dovuta tornare.
Accenni di lettere, ancora non potevo farle direttamente, ma provai l’esperienza del gesto euritmico attraverso cui le lettere fanno vibrare l’intero organismo e portano a manifestazione le leggi insite della parola. Così iniziai a scoprire il magico mondo delle vocali e delle consonanti. La vocale è la voce dell’interiorità, detta anche sonante, l’anima che suona, la consonante è in rapporto alle costellazioni, con-sonante, suonare con le stelle. Il gesto euritmico rende visibile ciò che è vibrazione ed invisibile.
Ho iniziato eseguendo la lettera D per diventare più sicura di me, dritta sulla colonna vertebrale, corona in testa. La lettera B per prendere energie dal cosmo per ricostituirmi e proteggermi, la I per essere più decisa, per liberare il sangue ed il calore. Gesti che mi hanno cambiato.
L’euritmia è un’arte pratica che si realizza nella vita sociale.
Attraverso i vari cicli di euritmia ho preso coscienza del fatto che in me c’erano delle impostazioni sbagliate, dei comportamenti, delle abitudini che mi ostacolavano nella crescita e nella conquista della mia individualità. Eseguendo gli esercizi avevo l’opportunità di trasformarle e riscoprire la mia vera natura che era stata soffocata dall’educazione e dal mondo che mi girava intorno.
Ho ripetuto su richiesta della ginecologa l’elettroforesi per stabilire la natura dell’anemia in seguito alla comparsa di cisti nell’ovaio dx, oramai a distanza di sei mesi dall’inizio degli esercizi di euritmia. Scoprì con sorpresa che non c’era più niente da diagnosticare, i globuli rossi erano diventati di dimensione normale, erano aumentati di numero e la presenza del ferro era ottimale. Io mi sentivo decisamente meglio. Anche le cisti erano scomparse. Ancora oggi continuo ad essere stanca, ma non a causa dell’anemia, l’emocromo che ogni tanto ripeto si è stabilizzato, il calore si è diffuso nel corpo ed ho mani calde come non avevo mai avuto prima.
Le mie analisi sono cambiate, ma il più importante cambiamento è avvenuto nella mia interiorità.
Sono due anni che pratico euritmia terapeutica, ci sono stati momenti in cui avrei voluto piangere dalla gioia e trattenevo le lacrime mentre sentivo finalmente di essere stata compresa, ma devo ammettere che non è stato un percorso facile e non lo è neanche oggi portarlo avanti, in certi momenti credo di sbagliare tutto, ma ogni passo fatto avanti verso il futuro mi ha porta una maggior chiarezza, ho recuperato sempre più forza e determinazione, ho notato molti aspetti del mio carattere che mi ostacolavano ed ho trasformato il mio modo di pormi verso gli altri, molto è ancora da fare ed io sto proseguendo. Superata l’anemia mi sono in seguito dedicata alla dismenorrea e adesso alla tiroidite di Hashimoto. La mia cura prevede oltre all’euritmia, un’alimentazione adatta e dei rimedi naturali per il fegato, l’intestino ed il sangue. Una sana alimentazione prima di tutto.
A questo indirizzo troverete l’elenco delle scuole steineriane, delle associazioni antroposofiche e dei gruppi di studio dove potete chiedere info sulla presenza di un’euritmista terapeutica vicino a voi.
Questa è l’associazione dove mi sono recata io ad Udine. La mia euritmista è Maddalena Peccarisio autrice di questo libro: “L’EURITMIA – L’ARTE DI RENDERE VISIBILI PAROLA E MUSICA”
Non ci avrete capito niente… ma tenete presente anche questa possibilità. Come vi ho scritto all’inizio: più semplice da fare che spiegare!













