Month: novembre 2011
Plumcake con carote e mandorle
- by laboratorioveg
Non aspettatevi troppa dolcezza da questo plumcake vegano. E’ un dolce sobrio e morbido, che ci aiuta ad affrontare la giornata e che ci mette di buon umore ma non è uno di quei dolci da pasticceria, stucchevoli. Quando preparo questi dolci e penso ad un qualsiasi plumcake confezionato mi sento male perché mi rendo proprio conto di quanto zucchero di mettano. Tantissimo. Provate e ditemi cosa ne pensate!
Lista della spesa: 150gr di carote, 100gr di farina manitoba, 100gr di farina bianca, 2 cucchiai di sciroppo d’agave, 3 cucchiai di malto di mais, 3 cucchiai di zucchero di canna grezzo integrale, 80ml di olio di semi di girasole, 60gr di mandorle sgusciate, 50gr di gherigli di noci, 40gr di uvetta, 10gr di lievito di birra fresco, 1 cucchiaio di scorza di limone grattugiata, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1 pizzico di sale.
Mettere in ammollo l’uvetta. Mescolare il lievito di birra con 3 cucchiai di acqua tiepida. Lasciare da parte. In un recipiente capiente unire e mescolare bene le carote precedentemente grattugiate, le mandorle e le noci tritate, l’olio di semi di girasole, il malto e lo sciroppo d’agave, la scorza di limone, la cannella e il lievito precedentemente sciolto. In un altro recipiente unire gli ingredienti secchi: farina manitoba, farina bianca, zucchero di canna e un pizzico di sale. Unite le farine al composto liquido diluendo con poca acqua tiepida solo se necessario. Il composto dovrà risultare solido ma umido e appiccicoso. Incorporare l’uvetta dopo averla scolata bene, coprire il composto e lasciarlo riposare per 30 minuti in un luogo fresco (non in frigo!). Trasferire l’impasto nello stampo da plumcake foderato con carta da forno e lasciarlo riposare per altri 30 minuti. Nel frattempo accendere il forno e portarlo a 180°. Cuocere per circa 50 minuti.
Cannelloni al forno ripieni di tofu e bietole
- by laboratorioveg
Alcuni piatti mi riescono particolarmente bene, non so da cosa dipenda, forse anche dalla mia predisposizione, da quello che esprimo. Questo per me è stato uno di quei piatti. Si prepara da solo alla fin fine, davvero. Sembra molto elaborato ma in realtà è di una semplicità disarmante ed è davvero delizioso. Provatelo e ditemi cosa ne pensate, io potrei quasi quasi decretarlo primo piatto del mio Natale 2011.
Lista della spesa (per 3 persone): 12 cannelloni di pasta di semola di grano duro, (Per la besciamella):500ml di latte di soia, 50g di farina, 60ml di olio evo, sale e noce moscata a piacere. (Per il sugo di pomodoro): 1/2 cipolla bianca, 1 spicchio d’aglio, 2 foglie di alloro, 2 rametti di rosmarino, circa 800ml di passata di pomodoro, sale, zucchero di canna, olio evo. (Per il ripieno:) 200gr di tofu, 200gr di bietole cotte (crude erano due mazzi sui 400gr credo), sale, acqua.
Iniziamo preparando il sugo di pomodoro. Soffriggere la 1/2 cipolla bianca finemente tritata in qualche cucchiaio di olio evo. Aggiungere l’aglio intero, le foglie di alloro e il rosmarino. Dopo circa 1-2 minuti aggiungere la passata di pomodoro, un pizzico di zucchero di canna e sale a piacere e circa 1/2 bicchiere d’acqua. Mescolare e lasciar cuocere per 15-20 minuti controllando che non si attacchi e aggiungendo acqua se necessario; il sugo deve risultare piuttosto liquido.
Per il ripieno, facciamo bollire le bietole (o gli spinaci) in abbondante acqua salata. Una volta scolate metterle in un frullatore con 200g di tofu, sale e pepe a piacere. A questo punto avrete un composto compatto che dovrete allungare con circa 1/2 bicchiere d’acqua. Mescolare bene e mettere da parte.
Preriscaldare il forno a 220°.
Passiamo alla besciamella: Scaldare l’olio extravergine di oliva. Toglierlo dalla fiamma e aggiungere la farina molto lentamente mescolando con una frusta per non formare grumi. Aggiungere noce moscata e sale a piacere e rimettere sul fuoco il pentolino, continuando a mescolare e aggiungendo il latte di soia. Lasciar cuocere fino alla consistenza desiderata tenendo presente che, utilizzando i cannelloni senza uova da mettere secchi nel forno avremo bisogno di una besciamella abbastanza liquida.
Avendo tutti gli ingredienti potete assemblare: imburrare per bene una pirofila, riempire ogni cannellone con il ripieno aiutandosi con una sac à poche e disporli uno di fianco all’altro. Una volta riempita la pirofila coprite abbondantemente con strati di besciamella e pomodoro.
Lasciar cuocere per circa 30 minuti.
Vi ricordo l’importanza di utilizzare gli ingredienti di consistenza tendente al liquido per far si che in cottura la pasta possa assorbire i liquidi e cuocersi per bene. Questo è il barbatrucco!
Pizzoccheri Vegan
- by laboratorioveg
Ho sempre amato i pizzoccheri e quindi non potevo far altro che veganizzarli e….mamma mia quanto sono buoni! Sarà che non sono più abituata a mangiare latticini (praticamente mangio formaggio solo in caso di necessità, il che significa quasi mai dato che raramente mi capita di averne necessità) ma devo dire che questi pizzoccheri sono squisiti…provateli in una fredda giornata invernale. Non ve ne pentirete!
Lista della spesa (per 2 persone): 160gr di pizzoccheri della valtellina, 1 patata grande, 50g circa di bietole o spinaci, 100gr di mozzarisella o di mozzarella vegana, 1 cucchiaio abbondante di lievito alimentare in scaglie (fac.), 1 spicchio d’aglio, 2 cucchiai di olio evo, sale.
Fare bollire in abbondante acqua salata le patate tagliate a tocchetti piccoli e le bietole a pezzetti. Dopo circa 5 minuti dall’ebollizione tuffare in acqua anche i pizzoccheri che dovranno cuocere per circa 12-15 minuti (leggere le istruzioni sulla confezione). Nel frattempo fare soffriggere l’aglio intero in 2-3 cucchiai di olio extra vergine di oliva. Mettere da parte (togliendo l’aglio). Grattugiare o tagliare in piccoli pezzettini la mozzarella vegana. Quando i pizzoccheri sono pronti, scolare con una schiumarola e mettere in una pirofila capiente con la mozzarella vegana e il lievito alimentare in scaglie. Mescolare bene per fare fondere il formaggio vegan. Ricoprire con l’olio all’aglio, mescolare nuovamente e servire ben caldo.
5.000 volte grazie: lettera per voi
- by laboratorioveg
Buongiorno amici, come ogni domenica mi ritrovo qui, quando molti di voi ancora dormono sotto le loro calde coperte ma questa volta invece di scrivere una ricetta o di cercare spunti per qualche articolo interessante e utile sono qui ad aprire il mio cuore.
Questa mattina quando sono arrivata sulla pagina di FB ho visto che abbiamo superato i 5.000 “mi piace”. Dico ABBIAMO proprio perché ciò che amo della nostra pagina FB è la sua vitalità, il suo essere luogo di scambio ma anche perché siamo cresciuti così tanto anche grazie alle vostre condivisioni, ai vostri inviti agli amici. Il blog è nato nel corso dell’estate 2010 e la pagina FB ha preso vita poco dopo. Ogni settimana conosco persone nuove, seppur virtualmente, con le quali mi confronto e questo mi rende molto felice. Quando ho iniziato a scrivere su questo blog non avevo idea di quello che sarebbe accaduto un anno dopo: 15.000 visite mensili, 5.000 “mi piace” su FB, partecipazioni alla radio, prossimamente a Natalidea di Genova e una trasmissione tv in preparazione. Beh, è molto più di tutto quello che avrei anche solo potuto immaginare. Con questa lettera voglio dirvi GRAZIE per aver dialogato con me, per aver provato le ricette che vi ho raccontato e per essere stati insieme a me lungo questo viaggio. Insomma, viaggiare da soli non sarebbe stato lo stesso. Voglio anche ringraziare me stessa perché non lo faccio spesso. Voglio rinraziarmi per aver avuto la costanza e la tenacia di continuare su questa strada e per aver iniziato lentamente a credere che per me tutto questo, un giorno, diventerà un lavoro. Non so bene in che modo ma so il perché. Amo giocare con le mie ricette, metterci la mia fantasia e il mio amore per la causa. Sì, la causa. Raramente mi sentite parlare di causa animale, liberazione animale o cose simili. O almeno non in modo esplicito e questo perché la causa animale è nelle mie ricette, nei miei articoli, nei nostri dialoghi. Sapere che 5000 persone ogni giorno vedono passare le mie ricette sulla loro homepage e scelgono di mangiare vegan, beh, per me è una vittoria. Piccola ma concreta, una vittoria quotidiana che mi rende consapevole di quanto sia importante mostrare agli altri il proprio percorso e la gioia che ci ha portato. Voglio che questo sia il mio lavoro, voglio dedicare la mia vita a far conoscere agli altri tutto questo anche se non sono uno chef e mai mi definirei tale. Sono solo una persona come tante che ha capito quanta gioia c’è nel mangiare e nel vivere Cruelty Free e vuole dirlo a tutti, in ogni minuto della sua giornata, con il suo esempio. Alcuni di voi pensano che LaboratorioVeg sia composto da più persone. La verità è che ho qualche aiuto sulla parte tecnica e qualche aiuto sul giudizio dei miei risultati culinari (in poche parole, qualcuno che si mangia tutto ci vuole!)ma le ricette sono state preparate tutte da me. Alcune le ho viste su qualche sito web o rivista e adattate alle mie esigenze, altre le ho inventate partendo dalla versione tradizionale e altre le ho inventate guardando ciò che c’era nel mio frigo. Sono circa 210 credo. Tantissime. Le ho cucinate, le ho fotografate, le ho inserite nel blog con una frequenza quasi giornaliera (a periodi, insomma). Non è facile. E’ un grande impegno ma ogni giorno lo affronto con una gioia immensa. Forse mi sono dilungata troppo, forse bastava dire semplicemente GRAZIE e sorridere a tutti voi come sto facendo in questo momento mentre scrivo (lo faccio spesso con il risultato che se qualcuno mi vedesse penserebbe che sono matta!).
GRAZIE ai 5.000 amici di FB.
GRAZIE ai visitatori del blog e a chi prova una ricetta e poi mi racconta se gli è piaciuta.
GRAZIE a chi mi ha inviato una donazione comprendendo quanto lavoro gratuito ci sia dietro questo blog.
GRAZIE a tutti gli amici che mi hanno spronata a continuare, che mi hanno sostenuta, che hanno mangiato i miei esperimenti (nel bene e nel male).
GRAZIE, di cuore.
Insalata di avocado 1.0
- by laboratorioveg
Adoro l’avocado infatti quando posso preparo il guacamole che è una delle ricette che preferisco e che conquista sempre i miei amici, nessuno escluso. Insomma, quando mi si è presentata l’opportunità di ordinare direttamente dalla sicilia (tramite una rete di Gruppi d’Acquisto Solidali di Genova) arance, clementine, limoni e avocado…beh…non mi sono lasciata sfuggire l’occasione e ho pensato bene di ordinarne ben 4 kg!
Dopo averne smazzati 2 kg in giro ho iniziato a pensare ad alcune ricette. Questa è la più semplice da preparare probabilmente (anche se i cupcakes crudisti di ieri non sono poi così complicati!). Ecco a voi la prima versione della mia insalata di avocado, non credo che sarà l’unica vi avviso!
Io me la sono mangiata tutta da sola come piatto unico, tanto per informazione!
Lista della spesa (per 3-4 persone se apri pasto o contorno): 1 piccolo cespo di insalata belga, 5-6 foglie medio-grandi di lattuga, 2 carote grandi, 6 noci, 1 avocado, 1/2 limone, 1 cucchiaio di olio evo, salsa di soia tamari o sale, latte di soia o acqua q.b.
Rompere le noci e mettere da parte i gherigli. Lavare bene le due varietà di insalata e raschiare leggermente la buccia delle carote. Tagliare le carote a julienne o grattugiarle con apposito strumento da cucina. Io ho utilizzato il robot da cucina base della kenwood che ha anche le lame da taglio per la verdura ma in commercio trovate anche quelle per farlo “a mano”. Tagliare l’insalata belga in steli sottili e la lattuga a pezzi delle dimensioni preferite. Tagliare a pezzi l’avocado eliminando eventuali parti nere. Tenere da parte un pezzo di avocado e una manciata di carote che serviranno a preparare la salsina di accompagnamento. Unire in un recipiente le due insalate, le carote, l’avocado tagliato a pezzi e i gherigli di noci. Condire con il succo di mezzo limone e con un cucchiaio scarso di olio evo. Passiamo alla preparazione della salsa che potrà accompagnare in tavola la vostra insalata; nel bicchiere del frullatore inserire il pezzetto di avocado e la manciata di carote che avete tenuto da parte precedentemente e qualche goccia di salsa tamari (oppure un pizzichino di sale). Frullare aggiungendo a filo il latte di soia fino ad ottenere la consistenza desiderata.
Cupcakes crudisti al cioccolato
- by laboratorioveg
Mangiare anche crudo è fondamentale, ne sono convinta e quindi ho iniziato a provare qualche ricettina golosa che non prevedesse alcuna cottura. Per il momento ho scoperto che i dolci crudisti mi piacciono di più di quelli cotti (tranne rari casi) e che sono estremamente divertenti da preparare.
Questa ricetta è incredibile, l’ho vista qualche giorno fa su un blog americano che ovviamente non ho più trovato (maledizione!!!!) ma mi era rimasta in mente. E’ spettacolare. Davvero. Mi è piaciuta da morire e credo che proverò molte variazioni sul tema! Una piccola precisazione sull’olio di cocco. Non lo avevo mai visto in vita mai e poi quest’estate mentre passeggiavo per il centro storico di Genova insieme alla mia amica Anna di veg-Ann-etc lo vediamo in una bottega latino-americana (o indiana?Non me lo ricordo!) e lei ne è così entusiasta che decido di comprarne una bottiglietta. La sua è finita sui suoi capelli e di sicuro in qualche cosmetico naturale mentre la mia era lì, in bagno (!!!) nell’armadietto e ci sarebbe restata per sempre se non avessi trovato questa ricetta! W l’olio di cocco!!
Lista della spesa (per 3 cupcakes): (per i “cestini:) 70gr di farina di mandorle, 15gr di cacao amaro in polvere, 30ml di succo d’agave concentrato, 15ml di olio di cocco, 1 cucchiaino di aroma alla vaniglia, (per la crema:) 1/2 avocado maturo, 20ml di succo d’agave concentrato, 15ml di olio di cocco, 15gr di cacao amaro in polvere, 40 ml circa di latte di soia o di mandorla (guarnizione:) pistacchi o mandorle q.b.
Unire in un recipiente la farina di mandorle, 15gr di cacao in polvere, 30ml di succo d’agave, 15 ml di olio di cocco e 1 cucchiaino di aroma alla vaniglia. Mescolare gli inredienti con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una pasta malleabile da dividere in 3 palline uguali. Foderare 3 stampini da muffin o coppa pasta di alluminio con la pellicola trasparente e pressare le palline per creare dei cestini con l’impasto. Mettere in freezer per almeno 10-15 minuti e nel frattempo preparare la crema in questo modo: frullare 1/2 avocado, 20ml di succo d’agave, 15ml di olio di cocco,15gr di cacao amaro in polvere e circa 40 ml di latte di soia (o di mandorla se preferite dare quel retrogusto) da aggiungere lentamente e a filo mentre frullate. Quando avete raggiunto una consistenza cremosa e omogenea togliete dal freezer i cestini, riempirli con la crema al cacao e rimettere in freezer. Se li volete servire subito aspettate una decina di minuti e poi serviteli guarnendo con pistacchi (o con mandorle) grossolanamente tritati. Potete anche lasciarli in freezer qualche ora e tirarli fuori una mezz’ora prima di arrivare al dessert!
Banane in salsa di cachi con copertura di pistacchi
- by laboratorioveg
Sono a casa con l’influenza e ho deciso di prendermi cura di me mangiando solo frutta e verdura almeno per oggi. Ultimamente infatti la mia dieta è stata decisamente ricca di proteine vegetali e carboidrati e il mio corpo, giustamente, si ribella alla situazione. Purtroppo alcune volte il tempo per cucinare è davvero poco e attualmente sono immersa in circa un milione di cambiamenti. Il 2012 sarà ricco di novità: cambio casa, cambio lavoro (divento ufficialmente una food blogger, sarò la presentatrice-cuoca di un programma di cucina vegetariana su una rete televisiva locale…ecco l’ho detto, mi è “scappato” e inizierò ad organizzare eventi e iniziative che possano portare il mondo veg* in primo piano) e quindi…cambio vita! Ovviamente ne sono felicissima ma tutto questo comporta anche dei sacrifici, delle preoccupazioni e dei problemi che mi portano ad essere leggermente sotto stress. Da lì a prendere l’influenza è un attimo.
Torniamo alla ricetta però perché rischio di perdermi e di annoiarvi…qualcuno potrebbe dirmi che non è una vera e propria ricetta solo perché ci vogliono circa 3 minuti di orologio per prepararla? Mah, non so. Alla fine è una piccola ricetta per la felicità quindi…è una ricetta!
Lista della spesa (per 4 persone): 4 cachi maturi, 4 banane, pistacchi siciliani a volontà (circa 1 piccolo pugno).
Privare i cachi della buccia e frullarli bene. Tagliare le banane a rondelle e tritare grossolanamente i pistacchi. Disporre un sottile strato di salsa di cachi sul fondo di 4 coppette, possibilmente trasparenti, aggiungere uno strato di banana e coprirlo con la salsa di cachi. Aggiungere ancora un piccolo strato di banane, qualche goccia di salsa di cachi qua e là, e cospargere con i pistacchi tritati.
Un dolce salutare ed energetico, che si prepara in un lampo e che tutti ameranno…provare per credere!
Tempeh al curry
- by laboratorioveg
Ecco la tipica ricetta della salvezza…ovvero..come mangiare decentemente anche se avete lavorato 8 ore e non avete tempo ed energie per cucinare. Capita. Ed ecco che arriva in nostro soccorso un bel pacco di funghi champignon già a fette. Sì, ok, io sono la prima ad utilizzare prodotti di stagione e freschi ma ogni tanto capita. E allora, facciamolo capitare con gusto.
Lista della spesa (per 3 persone): 250g di tempeh, 1 confezione di funghi champignon a fette surgelati (circa 400gr), 1 cipolla bianca, olio evo, 1/2 confezione di panna di soia, 2 cucchiai abbondanti di curry, 1 manciata di prezzemolo tritato, sale a piacere.
Tagliare finemente la cipolla e farla rosolare in una ampia padella con poco olio evo. Dopo qualche minuto aggiungere i funghi champignon a fette (senza scongelarli) e salare a piacere. Mescolare di tanto in tanto, aggiungere il prezzemolo tritato e quando i funghi sono cotti aggiungere il tempeh tagliato a pezzetti. Continuare la cottura a fiamma vivace per circa 2-3 minuti e aggiungere la panna di soia e il curry. Mescolare per amalgamare bene il tutto e servire con un riso integrale, come da foto, o con pane arabo caldo.
Dal cinque al sei caffetteria bio a Modena
- by laboratorioveg
Un weekend a Modena e qualche piccolo dubbio sul riuscire a trovare cibi vegan nei ristoranti e bar della città emiliana. La cucina tradizionale del luogo infatti prevede un uso dello strutto abituale e abbondante. Il tipico “gnocco” viene fritto nello strutto e la “tigella” lo contiene nel suo impasto e viene farcita con salumi e formaggio. Insomma, ero scettica. Passeggiamo per le vie del centro di Modena per qualche minuto fino a quando non ci imbattiamo in una caffetteria che mi sembra un miraggio. Si tratta di una piccola caffetteria biologica che offre il Wi-fi e fa parte del circuito del book crossing. Entriamo e quando leggo il menù provo per un attimo una gioia quasi incontenibile. Ci sono diverse zuppe (farro, ribollita, miso, orzo e legumi) e tra i primi piatti gli gnocchi di patate al pomodoro, insalata fredda di cereali con ingredienti a scelta, cous cous di verdure, farro e verdure piccanti, samosas e paella vegetale. I secondi piatti comprendono cotolette vegetali, falafel, burger di seitan con spinaci e caprino fresco con verdure. Insomma.. praticamente mi si apre la possibilità di ordinare un pranzetto vegan niente male! Siamo in 4 e assaggiamo gli gnocchi al pomodoro, i samosas e i falafel che sono accompagnati da una piccola insalatina di carote, rucola e finocchi. Tutto è delizioso. In questo posto il 90% del menù che abbiamo trovato era vegan, il 5% vegetariano e il restante 5% contenente strutto (l’erbazzone e lo gnocco sono biologici ma lo contengono). L’atmosfera è quella giusta, un angolo di pace, un piccolo café dove riscaldarsi grazie a calde tisane e tea equosolidali e biologici. I vegetariani possono gustare anche brioche, torte e muffin biologici mentre per i vegan si può concludere il pasto o fare uno spuntino con della frutta fresca al naturale o condita con zenzero o con le pere cotte con il cioccolato. Non posso fare altro che consigliare questa caffetteria anche per il prezzo. Un pranzo biologico composto da 2 porzioni di gnocchi al pomodoro, 2 di samosas, 1 di falafel e acqua naturale e gasata ci costa 22,50 euro. Non male davvero.
Caffetteria Dal cinque al sei – P.zza XX settembre 5/6 – Modena 059219293 caffetteriadal5al6@gmail.com
Polpette di hummus di ceci
- by laboratorioveg
Ed ecco un chiaro esempio di come da un fallimento possa nascere una nuova opportunità, nella cucina come nella vita. Ho lasciato in ammollo i ceci secchi per circa 32 ore (ovviamente cambiando l’acqua ogni 12 circa) convinta che sarei riuscita a fare l’hummus senza cuocerli. Mi sbagliavo. O non bastano 32 ore o vanno cotti per forza, non lo so, non sono una grande esperta di crudismo quindi mi sono ritrovata con una poltiglia che nulla aveva a che fare con l’hummus. Che farne? Deliziose polpette che probabilmente cucinerò in molteplici occasioni e che oltre ad essere vegan sono anche senza glutine Che bella scoperta!
Lista della spesa (per circa 30 polpettine): 400gr di ceci lasciati in ammollo 32 ore,3 cucchiai di tahin (crema di sesamo), un mazzetto di prezzemolo, il succo di un limone, sale a piacere, mezzo spicchio d’aglio finemente tritato,3-4 cucchiai di olio evo, circa 1 bicchiere scarso di acqua, farina di riso q.b., olio di arachidi per friggere.
Dopo aver lasciato in ammollo i ceci per 32 ore (cambiando l’acqua di ammollo ogni 12 ore circa) inserirli nel frullatore con 3 cucchiai di tahin, il succo di 1 limone, sale a piacere. Frullare il tutto allungando con circa 3-4 cucchiai di olio extravergine e con acqua a filo fino ad ottenere un composto il più omogeneo possibile. Tritare finemente (con la mezza luna) il prezzemolo e l’aglio e trasferire in un recipiente il composto di ceci e il trito. Mescolare bene, aggiustare di sale se necessario. A questo punto avrete un composto quasi liquido che dovrà essere addensato con la farina di riso che aggiungerete poco alla volta fino a raggiungere una consistenza che vi permetterà di formare delle piccole polpette morbide. In un piatto disponete della farina di riso e impanate le polpettine rigirandole due o tre volte prima di friggerle. Per la frittura il mio consiglio è quello di utilizzare una padella larga e di mettere uno strato d’olio che vi permetta di cuocerle un lato per volta. La cottura a immersione è sicuramente valida ma vi farà sprecare un sacco di olio (con conseguenti problemi di smaltimento!) quindi…ricapitolando…stratino di olio d’arachidi, portare in temperatura e disporre le polpettine.
Come fare a capire quando è il momento di iniziare a friggere, ovvero quando l’olio è in temperatura giusta?
Prendere un pezzettino piccolo di impasto e gettarlo nella padella, quando si circonda di bollicine e tende a salire verso l’alto immediatamente l’olio è al punto giusto e potete iniziare!










