Month: aprile 2011

Patate novelle in salsa di yogurt e zafferano

 - by laboratorioveg

Lista della spesa (per 3-4 persone se contorno): 500g di patate novelle, 3 rametti di timo fresco, mezza bustina di zafferano, 1 vasetto di yogurt di soia, olio evo, sale, un bicchiere di latte di soia (o acqua).

Niente di più facile. Accendere il forno e portarlo a 180°. Lavare accuratamente la buccia delle patate novelle (mi raccomando occhio alla provenienza!) e fare qualche forellino utilizzando una forchetta. Ungere una pirofila e metterci le patate. Unire il timo fresco, sale a piacere e mescolare affinchè siano ben oliate. Infornare le patate e lasciarle cuocere fino a quando non saranno scure esternamente e morbide all’interno. Nel frattempo sciogliere in un bicchiere di latte di soia lo zafferano.  In una padella scaldare un filino d’olio, aggiungere le patate appena tirate fuori dal forno e bagnarle con il latte allo zafferano. Tenere la fiamma alta e mescolare spesso facendo asciuare il latte. Abbassare la fiamma, aggiungere lo yogurt, mescolare e spegnere la fiamma. Amalgamare bene la salsa di zafferano alle patate mescolando anche a fiamma spenta. Servire come contorno o come secondo insieme a qualche insalatina primaverile.

Bambini a scuola di caccia in liguria?

 - by laboratorioveg

Normalmente evito di trattare questioni animaliste. Questo perchè io non sono dalla parte degli animali ma sono dalla parte della vita di tutti gli esseri viventi. Per questo motivo sono antispecista e quindi non apprezzo particolarmente chi difende balene o chi urla contro la caccia e poi compra la bistecchina biologica certificata affinchè si possa sentire più in pace con se stesso.

Io la vedo così, non necessariamente ho ragione e non voglio giudicare nessuno ma condanno l’uccisione di animali in genere, non solo quella che avviene con la caccia. Anzi, trovo particolarmente strano che chi tratta i cacciatori alla stregua di assassini e pedofili non abbia un’alimentazione vegetariana. Nella mia linea di coerenza resto attonita di fronte alla notizia della “Scuola di caccia” che potranno frequentare i bambini di 4° e 5° elementare della scuola di Rocchetta di Vara nello spezzino. Le “lezioni” si svolgerebbero in questo modo: i cacciatori chiuderanno in un parco un cinghiale e con l’aiuto di qualche segugio insegneranno ai bambini come uccidere l’animale. Il sindaco Riccardo barotti pensa bene di dichiarare chei bambini non avranno visioni truculente né ostentazione delle armi. Questo corso servirebbe per insegnare ai bambini a rispettare la natura. Piuttosto strano come approccio, non trovate?

Nel paese in questione ci sono molti cacciatori e lo stesso sindaco dichiara che “In Val di Vara la maggior parte degli uomini è cacciatore. I bambini a casa sentono spesso parlare di caccia dai padri e dai nonni. E’ inutile nascondere l’argomento: per cui abbiamo pensato di organizzare queste lezioni affinché i bambini imparino correttamente cos’è la caccia e come ci si difende dall’assedio dei cinghiali”. La domanda sorge spontanea…perchè non gli insegnano i nonni come si spara ad un altro essere vivente? Sinceramente non credo che la scuola sia l’ambiente più adatto a questo genere di cose. Inoltre, vorrei aggiungere, che sono dispiaciuta delle dichiarazioni in merito all’evitare ai bambini visioni truculente. Dovrebbero invece mostrargli per bene cosa comporta l’uccisione, proprio davanti ai loro occhi. Se questo spettacolo fosse mostrato ai bambini, si rifiuterebbero di fare una cosa del genere. Ne sono sicura.

Per far capire ai bambini che uccidere animali significa rispetto per la natura riceveranno una bella maglietta in omaggio con la scritta “La caccia è passione, istinto, ragione ma, soprattutto, è rispetto per la natura”.

Credo che tutto questo si commenti da solo. Sembra quasi il concetto per cui facendo la guerra si può ottenere la pace, in un totale rovesciamento della realtà che porta violenza e, di conseguenza, genera violenza.

Dopo queste dichiarazioni del sindaco potete immaginare cosa è accaduto: attacchi politici nazionali, reazioni da parte di associazioni animaliste e sopratutto arriva il NO della scuola che si rifiuta di far indossare ai bambini le simpatiche magliettine create da Federcaccia e comunica che se il comune ha intenzione di continuare con questa idea lo farà organizzando queste radunate di cacciatori al di fuori dell’orario scolastico.

Nessuno può impedire a un genitore di portare suo figlio a caccia, soprattutto perchè la maggioranza della popolazione considera normale cibarsi di altri esseri viventi. Per quel che mi riguarda non c’è alcuna diversità tra una bistecca bella e pronta e un cinghiale portato a casa da un cacciatore fischiettante.

Riflettere su questo argomento potrebbe portare gli animalisti e coloro che sono contro la caccia, benchè onnivori, ad affrontare in profondità la questione andando al di là della solita risposta, insostenibile nel 2011, della necessità di mangiare carne.

Dire che il cacciatore si diverte a uccidere mentre il consumatore onnivoro mangia la carne per necessità significa mettere un paraocchi e non guardare la realtà.

Biscotti con ripieno di mele

 - by laboratorioveg

Lista della spesa (per 6-8 biscottoni): (Per la frolla:) 60gr di burro di soia o margarina, 60gr di zucchero a velo, 125gr di farina di farro bianca (per il ripieno:) 1 mela grande, 1 cucchiaino di cannella, 3 cucchiai di marmellata di fichi, 2-3 cucchiai di acqua.

Preparare la pasta frolla unendo 60gr di burro di soia, 60 gr di zucchero a verlo e 125gr di farina. Amalgamare bene con le mani fino ad ottenere una pasta compatta. Avvolgere nella pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per circa 30 minuti. Nel frattempo preparare un ripieno cuocendo la mela tagliata in piccoli pezzettini con 3 cucchiai di marmellata di fichi e 2-3 cucchiai di acqua. Aggiungere la cannella a piacere, con un cucchiaino si ottiene un sapore intenso di cannella, se non vi piace moltissimo mettere mezzo cucchiaino. Una volta ammorbidite le mele togliere dal fuoco e lasciar raffreddare. Tirare fuori dal frigo la frolla e con le mani creare delle palline e lavorarle fino ad ottenere dei dischi. Mettere i dischi sulla teglia, posizionare al centro del disco di pasta frolla un cucchiaino di ripieno e ricoprire con un altro disco di pasta Chiudere i due dischi arrotolando i bordi. Infornare i biscotti a 180° per circa 15 minuti.

Il VeganFest visto da Laboratorioveg.it

 - by laboratorioveg

Le aspettative erano molto alte, forse troppo. C’è da dire che io sono abituata a girare con amici onnivori e a ritrovarmi nelle sagre più disparate dedicate a loro (ma anche a noi…mi vengono in mente la Sagra della Zucca e  la Sagra della Melanzana il liguria) e che ho una certa idea della cucina vegana e della cucina in genere. Quello che riempie la mia vita non deve essere solo vegano…deve essere perfetto. Ok, sono una perfezionista, una noiosa, una polemica ma è così. Io sono abituata all’eccellenza. Sono abituata a cercare di migliorare ogni ricetta, sono abituata a recensire in modo entusiastico solo quei posti che se lo meritano. Tendo a evitare di pensare “beh, per essere un ristorante vegan, una festa vegan, un cibo vegan allora era buono, bello etc.” Per me questa frase non ha nessun senso. Ma proprio nessuno. Scusatemi, davvero, ma sono troppo abituata a confrontarmi con chi è un gradino (anche due o tre) sopra di me e lo faccio perchè solo così potremmo raggiungere l’eccellenza e costituire una valida alternativa a questa alimentazione onnivora che è tanto in voga (Sigh!).

Arriviamo al VeganFest di Camaiore verso le 12.30 di sabato 23 aprile. Siamo in 4: Anna, la speaker radiofonica di LaboratorioVeg che ho conosciuto di persona solo qualche ora prima, David e Mary (GAS Vegano genovese di cui faccio parte anche io) e ovviamente…ci sono io a rappresentare LaboratorioVeg!!  :-) Iniziamo ad aggirarci piuttosto famelici.

La Villa sembra davvero bella: c’è tanto verde e molta gente che gira. Sono elettrizzata! :-)   Iniziamo a guardare qualche banchetto e alcuni sono davvero interessanti! Acquisto i semi di canapa, la panna spray vegan e prendo contatti con i vari espositori in vista di un approfondimento per il Gas Vegan! Certi banchetti li trovo fuori tema o meglio, non capisco bene in quale ottica possano essere annoverati come “Vegan” ma me li giro volentieri e ad un certo punto decidiamo di mangiare per poi partecipare ad un workshop sulla cucina zen! Ci mettiamo in coda per un piatto indiano ma dopo 10 minuti di coda ci informano che dobbiamo aspettare una mezz’ora perchè devono cucinare di nuovo tutto da capo!Hanno esaurito le scorte e sono solo le 13.30!! La pizza ci sembra molto semplice (pizza rossa con capperi o focaccia con cipolle) e alla fine decidiamo di aspettare e di dirigerci verso il workshop di cucina! Purtroppo scopriamo che si trova in una saletta minuscola dove ci saranno 20 sedie e non riusciamo quasi a entrare. Fuggiamo immediatamente a causa della calca e rimaniamo piuttosto delusi.Ci sarebbe piaciuto partecipare e ce ne torniamo mesti mesti nella zona “cibo”!

Finalmente riusciamo a trovare dei panini, molto buoni e a gustare una birra artigianale! :-) Il pomeriggio trascorre tra un giro e l’altro. Gli espositori sono tanti ma li visitiamo tutti in poche ore.  Decidiamo di andare a riposare due orette per poi tornare e provare il ristorante. E’ stata la prima cosa che mi ha colpito quando ho visitato la pagina dedicata sul sito web dell’evento.

Cito testualmente: “Al VeganFest EXPO’ 2011  sarà possibile usufruire dei servizi di un bellissimo ed esclusivo Ristorante Vegan. L’ambientazione assolutamente unica vi lascerà un ricordo indelebile di come la cucina Vegan possa essere inaspettatamente gustosa ed originale.”

Per farvela breve è stata una delle cene più tristi della mia vita. Lo voglio dire principalmente per un motivo: non voglio che un onnivoro possa anche solo lontanemente pensare che quella sia la nostra idea di cucina gustosa ed originale. Davvero, non me ne voglia l’organizzazione del VeganFest, sicuramente si sono sbattuti un sacco ma non si possono fare queste figure.

Se non c’era la possibilità di avere una cucina gustosa e originale non si scriveva sul sito web oppure non si faceva direttamente il ristorante. Lo dico con il cuore, lo dico come se l’avessi organizzato io, evitiamo queste cose perchè già ci sono molti onnivori che ci vedono come degli sfigati che vivono senza gusto. Essere Vegan non ha nulla a che vedere con quello che è stato mangiato quella sera. E qui chiudo con una frase presa dal sito web del Vegan Fest che mi aveva davvero incuriosito. Spero che il catering voglia ripensare a questa cosa perchè sono sicura che con l’aiuto di qualche cuoco vegano saranno in grado di fare qualcosa di buono. Ciò lo penso perchè, per onestà intellettuale, voglio dire che i panini erano preparati dal catering ed erano molto buoni.

“Il servizio verrà gestito da una grande struttura di catering tradizionale che ha deciso (e qui merita il nostro plauso) di attivare anche  un servizio di catering Vegan sull’intero territorio nazionale, addirittura creando una linea specifica di prodotti Vegan che proprio al VeganFest verranno presentati in anteprima.”

Chiudiamo l’argomento ristorante, sono sicura che ci sarà modo di ovviare al problema in occasione del prossimo VeganFest.

Il giorno successivo giriamo di nuovo nel pomeriggio per far vedere il tutto anche a Sandro (GAS Vegan Genova) che ci ha raggiunto domenica mattina e per salutare Nicole e Federico (RicetteVeg.com). Pranziamo nuovamente con i panini (quello con la mousse di seitan era davvero ottimo!!!) e poi ci pappiamo anche un gelato (ottimo anche quello!). Partecipiamo al VeganCamp ma abbiamo solo il tempo di presentarci perchè abbiamo in programma una cena al B&B Almora e ci aspettano per cucinare.

Concludo questo VeganFest con l’amaro in bocca ma sono comunque contenta di aver preso parte a questo evento. Mi aspettavo più “festa” (musica!) e maggiore attenzione ai workshop (gestione degli spazi) ma la prima volta non è mai semplice. Bisogna analizzare bene cosa è accaduto e cercare di criticarsi proprio per migliorare. Sono sicura che il prossimo anno andrà molto meglio e ribadisco che le mie critiche hanno il solo e unico scopo di puntare in alto e di migliorare attraverso una visione oggettiva (per quel che ci è possibile).

Complimenti a tutti coloro che si sono impegnati al massimo per realizzare questa iniziativa!

Vi invito a raccontare la vostra esperienza qui sotto per fornire vari punti di vista sull’evento e dare vita ad un dibattito costruttivo che possa portare a suggerimenti e proposte.

Torta della nonna

 - by laboratorioveg

Non sono sicura che si chiami proprio Torta della nonna ma secondo me sì. Credo che sia la torta della nonna sul serio ma se così non fosse…facciamo che l’ho battezzata io con questo nome. La mia torta della nonna è nata da un avanzo di crema…ne è uscita una vera e propria golosità che ha conquistato i miei colleghi onnivori! ;-) I dolci vegani mi soddisfano davvero tanto! W la cucina vegana! ^_^

Lista della spesa: (per la pasta frolla:) 300g di farina 00, 150g di burro di soia, 60gr di latte di soia, 80gr di zucchero, scorza di 1 limone bio, 1 pizzico di sale, 1/2 cucchiaino di lievito, 2 manciate di pinoli, (per la farcitura): 300ml di latte di soia, 30g di burro di soia (o margarina), 1 cucchiaio di malto di mais, 2 pezzetti di buccia di limone bio, 20 di farina di riso, 2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato, 2 cucchiai di panna da cucina (di soia), 150ml di panna di soia da montare già zuccherata.

Preparare la pasta frolla unendo in un recipiente 300gr di farina 00, 80gr di zucchero, 1/2 cucchiaino di lievito, la scorza grattuggiata di un limone, 150g di burro di soia precedentemente sciolto a bagnomaria e 60gr di latte di soia. Lavorarla fino ad ottenere una palla di pasta morbida ma non appiccicosa. Lasciare riposare per 30 minuti.

Nel frattempo preparare la farcitura: versare in un pentolino antiaderente 300ml di latte di soia e aggiungere 20g di burro di soia e 1 cucchiaio di malto di mais. Mescolare e lasciare sciogliere gli ingredienti. Aggiungere due pezzetti di buccia di limone bio, 20g di farina di riso, 1 cucchiaio abbondante di zucchero a velo vanigliato e 2 cucchiai di panna di soia. Portare ad ebollizione mescolando con una frusta. Spegnere la fiamma e lasciar raffreddare. In un altro recipiente montare la panna di soia. Unire alla crema raffreddata e lasciare da parte.

Tirare la pasta frolla ottenendo due dischi. Adagiare il primo disco su una teglia imburrata, bucherellarlo con una forchetta e versare la farcitura. Coprire con l’altro disco di pasta frolla cercando di chiudere bene i bordi affinchè la farcitura sia “imprigionata” all’interno. Bucherellare anche la parte superiore, cospargere di pinoli, pressandoli legermente per farli aderire durante la cottura ed infornare a 180° per 50 minuti.  Lasciar raffreddare, cospargere con lo zucchero a velo e servire.

Tempura di fiori di zucchina

 - by laboratorioveg

Lista della spesa(per 2 persone): 10 fiori di zucchini, farina q.b., sale, mezzo panetto di lievito di birra fresco, acqua q.b., olio di girasole q.b.

Preparare una pastella densa unendo a qualche cucchiaio di farina circa mezzo bicchiere d’acqua dove avremo fatto sciogliere precedentemente il lievito di birra.  Mescolare con una frusta, aggiungere un pizzico di sale e lasciar riposare per circa 1 ora. Pulire i fiori di zucchini tagliando la base e togliendo il pistillo. Lavarli ed asciugarli bene con un panno. Portare a temperatura l’olio di girasole in una padella con bordo alto. Passare nella pastella i fiori, uno ad uno e tuffare nell’olio bollente. Scolare con una schiumarola e asciugare su carta scottex.

Intervista a LaboratorioVeg sul Blog di Paolo Ratto

 - by laboratorioveg

Quando dicevo che LaboratorioVeg era in crescita non scherzavo…stiamo crescendo così rapidamente che abbiamo attirato l’attenzione di un vero e proprio esperto di Social Web : Paolo Ratto, che ha pensato bene di intervistarmi proprio sul successo e sulla crescita del nostro blog.

Riporto di seguito la prima domanda che mi ha posto e vi invito a leggere tutta l’intervista sul suo blog al link: http://paoloratto.blogspot.com/2011/04/alla-scoperta-delle-community-online.html

Perchè “scendere in pista” online? Come, quando e perchè sei diventata blogger?

E’ successo tutto molto rapidamente, quando sono diventata definitivamente vegetariana dopo qualche anno di riflessioni in merito. Ho iniziato a scrivere il mio blog quasi per gioco, per avere un luogo dove annotare le mie ricette e condividerle con altri vegetariani e vegani.

Tortine millefoglie con crema e fragole

 - by laboratorioveg

Si avvicina la Pasqua e molti di voi si troveranno ad affrontare la “questione pranzo” con i parenti. Se siete voi a cucinare non dovete preoccuparvi. La primavera ha potato molti sapori nuovi e LaboratorioVeg ha intenzione di suggerirvi questo sfizioso dolcetto che profuma di estate. La preparazione di questo dolce vegano è semplice sopratutto se, come noi, decidete di acquistare la pasta sfoglia già pronta. Sono soddisfatta del risultato che potrebbe competere con un normale dolce di pasticceria, dimostrazione lampante del fatto che i dolci senza uova e burro possono essere altrettanto buoni. W la cucina vegana, W i dolci vegani! :-)

Lista della spesa (per 6 piccole millefoglie): 1 rotolo di pasta sfoglia veg, 300ml di latte di soia, 30g di burro di soia (o margarina), 1 cucchiaio di malto di mais, 2 pezzetti di buccia di limone bio, 20 di farina di riso, 2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato, 2 cucchiai di panna da cucina (di soia), 2 cestini di fragole fresche, 150ml di panna di soia da montare già zuccherata.

Per fare la crema versare in un pentolino antiaderente 300ml di latte di soia e aggiungere 20g di burro di soia e 1 cucchiaio di malto di mais. Mescolare e lasciare sciogliere gli ingredienti. Aggiungere due pezzetti di buccia di limone bio, 20g di farina di riso, 1 cucchiaio abbondante di zucchero a velo vanigliato e 2 cucchiai di panna di soia. Portare ad ebollizione mescolando con una frusta. Deve cuocere circa 10 minuti. Lasciare raffreddare e iniziare a preparare i dischi di pasta sfoglia facendo dei cerchi della dimensione di un bicchiere. Bucherellarli ed infornare a 180° fino a doratura. Lavare e frullare un cestino di fragole ottenendo così la “salsina” che coprirà il tutto. Montare con una frusta elettrica la panna di soia e incorporarla alla crema raffreddata. La farcitura è pronta a questo punto non ci resta che togliere dal forno i dischi di pasta sfoglia, lasciarli raffreddare per qualche minuto ed impiattare mettendo un cucchiaio abbondante di salsa di fragole, sovrapponendo un disco di pasta sfoglia e uno strato di crema fino ad ottenere una piccola “torre” composta da tre dischi di pasta sfoglia. Versare un cucchiaio di salsa di fragole anche sopra e guarnire e accompagnare con fragole fresche e panna montata.

Dolcetto goloso ed estivo ;-)

Frutta e verdura di aprile

 - by laboratorioveg

Abbiamo perso il contatto con la terra e con la stagionalità dei prodotti e allora come fare a conoscere i prodotti di stagione? Ci pensa LaboratorioVeg ;-) Ogni mese pubblicheremo un elenco delle verdure e della frutta che arrivano sulle nostre tavole! Iniziamo con il mese di aprile!

CIPOLLOTTI: hanno un sapore deciso, sopratutto quelli selvatici che tendono all’amaro. Contengono molto potassio, favoriscono la diuresi, abbassano la pressione e migliorano la circolazione sanguigna. Possono essere un contorno ideale per chi soffre di ipertensione, sovrappeso e glicemia alta. Contengono 26Cal per 100g.

FAVE: contengono L-Dopa, una sostanza che aiuta il sistema nervoso a ritrovare energia e vitalità in questo periodo dell’anno che spesso ci rende stanchi e assonnati. Sono ricche di ferro, vitamine B1 e B3 e sono un salutare antidepressivo. Ottime crude, in insalata ma anche cotte, saltate in padella e in zuppa. Contengono 41Cal per 100g.

PATATE NOVELLE: sono buone, belle e ricche di amido, vitamina B5 e magnesio. Ideali per contrastare il reflusso esofageo e le difficoltà digestive. Contengon 70Cal per 100g.

CAROTE: una vera e propria riserva di betacarotene grazie alle vitamine del gruppo B che sono un ottimo integratore per la pelle e la rendono più luminosa e tonica. Contengono 35Cal per 100g.

TACCOLE: grazie alle fibre che contengono contrastano efficacemente la lentezza intestinale. Favoriscono la digestione grazie all’acido folico. Contengono 66Cal per 100g.

ASPARAGI: sono ricchi di potassio e quindi oltre ad essere ottimi diuretici agiscono anche sul metabolismo muscolare e quindi ideali per chi fa sport, per chi segue diete molto rigide e per purificare l’organismo. Stimolanti per il buon funzionamento dell’intestino grazie alla lignina.

Sul mercato possiamo trovare anche i pomodori, le prime zucchine e le prime fragole. Inoltre a questo elenco si uniscono le verdure del periodo precedente come i carciofi, i broccoli, i cavoletti di Bruxelles, il cavolo, i  cavolfiori, i finocchi, lattuga e indivia, radicchio, aglio, porri, cipolle, patate, rape,spinaci, barba di frate.

Per quel che riguarda la frutta la nostra tavola può essere ancora arricchita dall’avocado, i pompelmi, i limoni e il lime, mele, kiwi, mandarini tardivi e arance.

Torta Sacher Vegan

 - by laboratorioveg

Lista della spesa: 30g di cacao in polvere, 80g di zucchero di canna grezzo, 70g di malto di mais, 1 irca 100g di marmellata di arance amare, 140g di burro di soia (o margarina), 20g di cioccolato fondente, 40gr di amido di mais, 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio, 1 bustina di cremor tartaro (o lievito per dolci), 130g di farina integrale gluten free, acqua q.b., (per la glassa:) 25g di burro di soia, 200g di cioccolato fondente, 175g di zucchero a velo, 4 cucchiai di acqua.

Unire in un recipiente capiente 30g di cacao in polvere, 80g di zucchero di canna, 70g di malto di mais e un cucchiaio di marmellata di arance amare. Sciogliere in un pentolino, su fiamma bassa, 140g di burro di soia e 20g di cioccolato fondente mescolando sempre affinchè non si bruci, e unirlo agli altri ingredienti.

Mescolare con una frusta per evitare grumi e mettere da parte. Accendere il forno e portarlo a 150°. In un altro recipiente unire 40gr di amido di mais e 130g di farina integrale gluten free setacciata, 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio e 1 bustina di cremor tartaro. Unire questo recipiente al primo amalgamandolo lentamente e aggiungendo qualche cucchiaio di acqua per renderlo più morbido. Versare il composto in una teglia imburrata e lasciar cuocere per circa 30 minuti (fate la prova stuzzicadenti! ;-) ).Lasciare raffreddare la torta e spalmare sulla superficie uno stratol di marmellata di arance amare.

Preparare la glassa sciogliendo in un pentolino 25g di burro di soia con 200g di cioccolato fondente e 4 cucchiai di acqua. Una volta ottenuto un composto fluido e cremoso togliere dalla fiamma e unire lo zucchero a velo. Mescolare con una frusta per eliminare tutti i grumi di zucchero e ottenere una glassa bella liscia. Ricoprire con la glassa tutta la torta aiutandosi con una spatola o un coltello. Lasciar raffreddare e tenere in frigo. Io l’ho preparata il giorno prima ed era ottima :-)